Bitcoin scende mentre cal rendimenti dei Treasury per i timori di avversione al rischio

Bitcoin è sceso quando la forte flessione dei rendimenti dei Treasury statunitensi ha riflesso l’avversione al rischio, anziché un allentamento delle pressioni inflazionistiche o prospettive più accomodanti da parte della Federal Reserve. Il 22 ottobre, il rendimento del Treasury decennale è calato di 17 punti base, dal 5,13% al 4,96%, mentre l’indice dei semiconduttori di Filadelfia è crollato del 6,7% e il Nasdaq ha perso il 2,6%. Le vendite sono state guidate dai titoli tecnologici, anziché da un calo generalizzato delle azioni statunitensi. Bitcoin è passato da circa 84.400 dollari il 22 ottobre a circa 81.200 dollari il 23 ottobre, perdendo all’incirca il 2,5% in 24 ore. Anche l’oro è sceso, segno che gli investitori stavano riducendo l’esposizione al rischio, invece di considerare i rendimenti più bassi un motivo per acquistare asset orientati alla crescita o beni rifugio alternativi. Le preoccupazioni per l’inflazione restano: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state inferiori alle attese, mentre i prezzi del petrolio sono saliti, con il WTI vicino a 99 dollari al barile e il Brent brevemente sopra i 111 dollari. Gli operatori seguiranno con attenzione la dichiarazione della Federal Reserve del 28 ottobre per cogliere indicazioni su inflazione e politica dei tassi, oltre a verificare se il WTI supererà i 100 dollari. Per chi opera nel settore delle criptovalute, l’episodio segnala avversione al rischio: un ulteriore allontanamento dagli asset rischiosi potrebbe pesare su Bitcoin e sulla stabilità del mercato, anche se i rendimenti dei Treasury dovessero restare più bassi.
Bearish
La reazione del mercato indica un contesto di avversione al rischio, generalmente ribassista per Bitcoin nel breve termine. I rendimenti dei Treasury sono scesi bruscamente mentre gli investitori cercavano sicurezza nel mezzo di una svendita dei titoli tecnologici; anche Bitcoin e l’oro hanno perso terreno. Questa combinazione suggerisce una riduzione generalizzata del rischio, piuttosto che uno spostamento verso attività che potrebbero beneficiare di rendimenti più bassi. Anche i persistenti segnali d’inflazione — tra cui dati resilienti sulle richieste di sussidi di disoccupazione e l’aumento dei prezzi del petrolio — mantengono l’incertezza sulle prossime mosse della Federal Reserve. Il calo giornaliero di 17 punti base del rendimento dei Treasury decennali ricorda il brusco movimento del 2 agosto 2024, avvenuto nel contesto dei timori di recessione e seguito da una svendita azionaria globale il 5 agosto. Le circostanze non sono identiche e la storia non garantisce che si ripeta, ma il parallelismo evidenzia come bruschi movimenti dei rendimenti possano accompagnare tensioni più ampie sui mercati. Nel breve termine, un ulteriore indebolimento del settore tecnologico, l’aumento dei prezzi del petrolio o dichiarazioni aggressive della Fed potrebbero indurre i trader a ridurre la leva finanziaria e a vendere criptovalute, aumentando la volatilità e il rischio di ribassi. Se la Fed segnalasse che l’inflazione sta rallentando e i rendimenti scendessero per questo motivo, l’effetto potrebbe essere più favorevole per Bitcoin. Nel lungo termine, conteranno più l’andamento dei rendimenti reali, dell’inflazione e della liquidità che un rialzo dei titoli di Stato in una singola giornata; l’articolo non dimostra un cambiamento duraturo di questi fondamentali.