Bitcoin si avvicina alla quinta settimana consecutiva in perdita, mentre aumentano i rischi legati alle elezioni e al petrolio

Bitcoin si avvicina alla quinta flessione settimanale consecutiva, dopo essere sceso da circa 87.000 a circa 76.500 dollari. Secondo la rilevazione di CoinDesk, Bitcoin era a 76.924,58 dollari, in calo dell’1,37%; un’altra settimana negativa eguaglierebbe la sua terza serie ribassista più lunga, a pari merito con un’altra. La prudenza in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti pesa sugli asset sensibili al rischio, mentre gli investitori valutano i possibili effetti sulla politica economica e sulla regolamentazione delle criptovalute. La pressione è arrivata anche dal settore tecnologico. Apple ha avvertito che l’aumento dei costi dei chip di memoria e la spesa per i servizi di intelligenza artificiale potrebbero comprimere i margini. Le sue azioni sono scese nelle contrattazioni premarket nonostante risultati trimestrali superiori alle attese, riaccendendo i dubbi sui rendimenti degli investimenti delle grandi aziende tecnologiche nell’IA. L’aumento dei prezzi del petrolio e le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno accresciuto l’incertezza sui mercati. Il greggio WTI si è avvicinato a 98 dollari al barile e il Brent ha superato i 106, alimentando i timori d’inflazione e potenzialmente riducendo le aspettative di tagli dei tassi d’interesse. Il resoconto precedente riferiva inoltre che gli Stati Uniti avevano effettuato attacchi aerei limitati sull’isola iraniana di Qeshm, dopo che, secondo quanto riportato, le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano sparato contro un velivolo statunitense. Questi sviluppi stanno indebolendo la propensione al rischio e lasciano Bitcoin esposto a un’ulteriore volatilità nel breve termine.
Bearish
Nel complesso, i rapporti delineano un quadro ribassista per Bitcoin nel breve termine. La possibilità di registrare una quinta settimana consecutiva in perdita e la discesa da circa 87.000 a circa 76.500 dollari indicano una pressione di vendita persistente. L’incertezza elettorale, le tensioni geopolitiche e l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbero indurre i trader a ridurre l’esposizione agli asset volatili. Prezzi del petrolio più elevati alimentano inoltre le preoccupazioni sull’inflazione e potrebbero limitare le aspettative di tagli dei tassi d’interesse, un fattore che storicamente ha pesato sui mercati sensibili al rischio. L’avvertimento di Apple sui margini e i timori riguardo ai rendimenti degli investimenti nel settore tecnologico si aggiungono alla cautela generale, sebbene siano fattori che influenzano Bitcoin solo indirettamente. Questi fattori potrebbero accentuare la volatilità nel breve termine, favorire un posizionamento difensivo e rendere Bitcoin vulnerabile a ulteriori ribassi se la propensione al rischio dovesse deteriorarsi. L’impatto non è necessariamente duraturo: l’incertezza legata alle elezioni e i rischi geopolitici possono cambiare rapidamente, mentre una loro risoluzione o una rinnovata domanda di asset digitali potrebbero sostenere una ripresa. I rapporti non dimostrano un cambiamento diretto nei fondamentali di Bitcoin; la direzione di lungo periodo dipenderà quindi anche dalla liquidità complessiva, dalla regolamentazione e dalla domanda di mercato.