Processo a Roman Storm: la sentenza su Bitcoin Fog avvalora l’argomento a favore di New York come sede del processo
I procuratori statunitensi citano una decisione di una corte d’appello che ha confermato la condanna del fondatore di Bitcoin Fog, Roman Sterlingov, per sostenere che il processo al cofondatore di Tornado Cash, Roman Storm, si svolga a New York. La corte ha stabilito che Washington, D.C., fosse una sede processuale appropriata, anche perché gli investigatori vi avevano depositato circa 250 dollari in bitcoin. Secondo i procuratori, lo stesso ragionamento giustifica la giurisdizione di New York: Shakeeb Ahmed, utente di Tornado Cash, ha avuto accesso al mixer dal suo appartamento a Manhattan e i suoi depositi sono rimasti nel servizio per diversi giorni. La questione della sede riguarda due capi d’imputazione ancora irrisolti e non decide sull’istanza di assoluzione presentata da Storm. Nell’agosto 2025 una giuria ha condannato Roman Storm per cospirazione finalizzata alla gestione di un’attività di trasferimento di denaro senza licenza, ma non ha raggiunto un verdetto sui capi relativi al riciclaggio di denaro e alle sanzioni; il nuovo processo per questi capi è fissato per il 26 aprile 2027. Storm ha inoltre richiamato il ritiro da parte della FinCEN di una proposta di norma che avrebbe imposto obblighi di segnalazione per i mixer di criptovalute. L’agenzia ha affermato che la norma avrebbe potuto scoraggiare attività legittime e che continuerà nel frattempo a monitorare gli usi illeciti. Il caso accresce l’incertezza normativa sui mixer di criptovalute, ma il suo effetto diretto sui prezzi dei token resta poco chiaro.
Neutral
Il deposito riguarda la competenza territoriale e la responsabilità penale, non un cambiamento diretto nella tecnologia, nell’offerta o nell’adozione di Bitcoin o Tornado Cash. Il precedente di Bitcoin Fog e le prove relative alle transazioni a Manhattan potrebbero mantenere sotto i riflettori il rischio legale legato a Tornado Cash, provocando potenzialmente volatilità a breve termine negli asset correlati mentre gli operatori reagiscono agli aggiornamenti del procedimento giudiziario. Tuttavia, il deposito non risolve la richiesta di assoluzione di Storm né determina l’esito delle accuse rimanenti, quindi non offre un chiaro catalizzatore per un movimento duraturo dei prezzi. Nel lungo termine, il caso e la proposta di obblighi di segnalazione ritirata da FinCEN sottolineano l’incertezza su come le autorità statunitensi tratteranno i mixer di criptovalute. Ciò potrebbe pesare sul sentiment verso i token correlati se i rischi di applicazione della legge si intensificassero, mentre limiti più chiari alle norme di segnalazione potrebbero attenuare alcune preoccupazioni normative. Non essendo stato stabilito alcun esito immediato che riguardi l’intero mercato o un asset specifico, l’impatto previsto sui prezzi è neutrale.