Futures su Bitcoin tranquilli, mentre gli afflussi negli ETF sostengono BTC

Bitcoin (BTC) veniva scambiato intorno a 81.700 $ il 23 ottobre 2026, dopo che Ki Young Ju, CEO di CryptoQuant, ha dichiarato che i trader retail hanno in gran parte abbandonato i mercati dei futures su Bitcoin. Ciò potrebbe significare che un numero inferiore di posizioni retail con leva è esposto alle liquidazioni, ma non conferma che BTC abbia toccato il fondo. Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno ricevuto circa 1,07 miliardi di dollari da lunedì a mercoledì, riportando in territorio positivo i flussi di ottobre. IBIT di BlackRock ha guidato gli afflussi, mentre i fondi su Ethereum hanno continuato a registrare deflussi. Il contrasto suggerisce che le vendite recenti possano essere dovute più ai trader di breve termine che agli investitori di lungo periodo in uscita. BTC resta in un intervallo compreso approssimativamente tra 79.800 e 84.300 $. Il prezzo è sceso sotto una trendline ascendente e sta ritestando la resistenza in area 82.000–82.850 $. Un movimento sopra questa zona potrebbe riportare in primo piano quota 84.300 $. Il supporto si trova vicino alla EMA a 50 giorni, a 80.876 $, e al limite inferiore dell’intervallo, a 79.800 $. Una chiusura giornaliera sostenuta sotto 79.800 $ potrebbe esporre la EMA a 200 giorni, intorno a 76.200 $. Per i trader di BTC, la domanda degli ETF è un fattore favorevole, ma restano fondamentali la conferma del prezzo sulla resistenza e il supporto a 79.800 $.
Neutral
Le notizie presentano segnali contrastanti per Bitcoin. Gli afflussi per 1,07 miliardi di dollari negli ETF spot statunitensi su Bitcoin nell’arco di tre sessioni rappresentano un segnale favorevole della domanda e possono indicare che gli investitori con un orizzonte più lungo stanno ancora accumulando. Anche il calo della partecipazione degli investitori retail nei futures potrebbe ridurre il rischio di vendite innescate da liquidazioni. Tuttavia, nessuno dei due fattori garantisce una ripresa dei prezzi: anche in un precedente periodo del 2026 gli operatori retail erano prevalenti, prima che Bitcoin continuasse a scendere. Nel breve termine, il quadro tecnico di BTC resta incerto. Il prezzo è rientrato nel range consolidato di 79.800–84.300 dollari e viene scambiato al di sotto di una trendline rialzista violata. Il recupero dell’area di resistenza a 82.000–82.850 dollari potrebbe migliorare il momentum e riportare nel mirino quota 84.300 dollari. Un rifiuto in quell’area, oppure una chiusura giornaliera sostenuta sotto i 79.800 dollari, rafforzerebbe lo scenario ribassista e potrebbe esporre la EMA a 200 giorni, in prossimità di 76.200 dollari. Gli operatori potrebbero quindi monitorare i dati sui flussi degli ETF, il posizionamento nei futures e questi livelli di prezzo per cercare conferme, invece di considerare la minore attività nel mercato dei futures un segnale di minimo. Nel lungo termine, afflussi persistenti negli ETF potrebbero contribuire a fornire un livello minimo di domanda, dato che in passato i flussi istituzionali hanno accompagnato i rialzi. Gli afflussi passati, però, non garantiscono guadagni futuri, e le continue uscite dai fondi su Ethereum evidenziano differenze nella domanda tra le varie cripto-attività. Nel complesso, le prove non sono abbastanza decisive da giustificare una classificazione rialzista o ribassista, quindi l’impatto sul mercato è neutrale.