La ripresa dell’hashrate di Bitcoin segnala la fiducia degli investitori istituzionali
L’hashrate di Bitcoin è rimbalzato di circa il 45% dal minimo di luglio, pari a 726 EH/s, fino a circa 1.050 EH/s, secondo i dati di CryptoQuant. Ki Young Ju, amministratore delegato della società, ha definito la ripresa un «segnale rialzista indiretto» da parte degli istituzionali che sostengono le società minerarie di Bitcoin quotate in borsa, affermando che un hashrate più elevato rafforza la sicurezza della rete e i fondamentali di Bitcoin come riserva di valore. Il dato resta inferiore al picco di 1.305 EH/s raggiunto nell’ottobre 2025. Separatamente, NIP Group ha concordato l’acquisizione di hardware di mining già installato con una capacità di 4,47 EH/s; al termine di tre tranche di acquisto, il suo hashrate dovrebbe raggiungere 13,85 EH/s. Nonostante il miglioramento dell’hashrate di Bitcoin, i titoli dei miner sono scesi sulla scia di una più ampia ondata di vendite sui mercati statunitensi e delle preoccupazioni per l’inflazione. Giovedì Bitcoin veniva scambiato intorno agli 81.843 dollari.
Bullish
La notizia è moderatamente positiva per i fondamentali di Bitcoin nel lungo periodo, ma non rappresenta un chiaro catalizzatore dei prezzi nel breve termine. La ripresa di circa il 45% dell’hashrate di Bitcoin suggerisce che i miner stanno riattivando capacità di calcolo. Un hashrate più elevato in genere rafforza la sicurezza della rete e può indicare fiducia nell’economia del mining e nel valore di Bitcoin nel lungo periodo. Il sostegno istituzionale ai miner quotati rafforza questo segnale di fiducia, mentre l’acquisizione di hardware pianificata da NIP Group indica che gli investimenti nella capacità di mining continuano.
Storicamente, la crescita dell’hashrate ha spesso accompagnato l’espansione dei miner e un miglioramento della fiducia, ma non predice in modo affidabile rialzi immediati dei prezzi. La capacità di mining può aumentare anche mentre il prezzo di BTC o le azioni dei miner scendono, come illustra l’articolo: i titoli dei miner quotati sono calati tra i timori per l’inflazione e una più ampia svendita del mercato statunitense. Inoltre, l’hashrate di Bitcoin resta al di sotto del picco di ottobre 2025, quindi la ripresa non ha ancora riportato i valori ai massimi precedenti.
Nel breve termine, i trader potrebbero considerare questi dati favorevoli al sentiment, ma è probabile che l’andamento dei prezzi, i dati macroeconomici, la propensione al rischio sui mercati azionari e la domanda spot abbiano un peso maggiore. Il segnale potrebbe rafforzare una narrativa rialzista se BTC mantiene livelli chiave e l’hashrate continua a salire. Nel lungo periodo, una crescita sostenuta sosterrebbe la resilienza della rete e potrebbe rafforzare la fiducia nella sicurezza di Bitcoin, pur senza garantire prezzi più alti.