Bitcoin tiene tenuta quota 80.000 dollari mentre il petrolio cala in vista della settimana della Fed
Bitcoin è rimasto appena sopra gli 80.000 dollari mentre i trader si preparavano a una settimana di importanti risultati aziendali e decisioni delle banche centrali. Il greggio Brent è sceso di oltre il 6% rispetto al massimo di venerdì, portandosi sotto i 110 dollari al barile, dopo che le notizie di contatti diplomatici che coinvolgevano Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno attenuato i timori di un’ulteriore escalation. La borsa brasiliana è scesa del 20% dopo che il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha ottenuto un quarto mandato, mentre l’ETF iShares MSCI Brazil ha perso il 26% nelle contrattazioni pre-market. L’oro è stato scambiato poco sopra i 4.000 dollari l’oncia, l’indice del dollaro statunitense è rimasto appena sotto quota 102 e il rendimento dei Treasury decennali si è attestato vicino al 5%. I risultati di Microsoft e Amazon, insieme alle decisioni sui tassi d’interesse della Federal Reserve, della Bank of Japan e della Banca centrale europea, sono tra gli appuntamenti principali per i mercati questa settimana. Per i trader di criptovalute, l’attenzione sarà rivolta alla capacità di Bitcoin di restare sopra gli 80.000 dollari, poiché i cambiamenti nella propensione al rischio e i segnali delle banche centrali potrebbero alimentare la volatilità.
Neutral
Il rapporto presenta segnali contrastanti per i mercati delle criptovalute, quindi la valutazione più appropriata è neutrale. Bitcoin resta appena sopra gli 80.000 dollari, ma l’articolo non individua un catalizzatore specifico per il settore cripto né conferma un breakout sostenuto. Il calo dei prezzi del petrolio e le speranze di una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran potrebbero attenuare alcune preoccupazioni inflazionistiche e geopolitiche, sostenendo potenzialmente gli asset rischiosi. Tuttavia, le forti perdite della borsa brasiliana, insieme al dollaro solido e al rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni vicino al 5%, indicano che le tensioni sui mercati persistono e che gli asset tradizionali con rendimenti più elevati restano concorrenti. Nel breve termine, è probabile che i trader osservino il livello degli 80.000 dollari di Bitcoin e reagiscano ai risultati di Microsoft e Amazon e alle decisioni sui tassi della Fed, della BOJ e della BCE; questi eventi potrebbero innescare volatilità sui mercati degli asset rischiosi. In periodi simili, in prossimità delle riunioni delle banche centrali, si sono spesso verificati rapidi movimenti in entrambe le direzioni, mentre i trader rivedevano le aspettative sui tassi d’interesse. Nel lungo termine, la direzione di Bitcoin dipenderà più dalla liquidità, dai rendimenti e da una propensione al rischio sostenuta che da questo singolo movimento dei prezzi del petrolio. Il rapporto non offre basi chiare per dedurre una tendenza rialzista o ribassista duratura.