Bitcoin resta sopra gli 80.000 dollari mentre pesano i deflussi dai fondi e il rischio legato agli indici

Bitcoin ha recuperato terreno avvicinandosi agli 82.000 dollari dopo essere sceso a circa 80.100 dollari, sotto la pressione di un’inflazione superiore alle attese e delle vendite di titoli legati all’intelligenza artificiale, che hanno penalizzato gli asset rischiosi. Nella settimana ha perso circa lo 0,6%, mentre il mercato delle criptovalute nel suo complesso è sceso del 2,1%, attestandosi intorno a 2.760 miliardi di dollari. La quota di mercato di Bitcoin è rimasta vicina al 60%. I prodotti di investimento in criptovalute hanno registrato deflussi settimanali per 593,3 milioni di dollari. I fondi su Ethereum hanno subito le perdite maggiori, con 320,1 milioni di dollari ritirati, rispetto ai 228,4 milioni dei prodotti su Bitcoin. Ether era scambiato intorno a 2.403 dollari, in calo del 3,4% nella settimana; anche XRP e Solana hanno perso terreno. Una nuova norma di MSCI, in vigore dal 30 novembre, potrebbe escludere dai suoi indici di riferimento le società classificate come non operative qualora gli asset digitali rappresentino oltre la metà delle loro partecipazioni. Strategy e Metaplanet sono state indicate come possibili candidate. JPMorgan stima che Strategy potrebbe subire deflussi fino a 2,8 miliardi di dollari. Nel frattempo, Strategy ha acquistato altri 267 BTC, portando le sue riserve a 848.517 BTC. Gli sviluppi istituzionali hanno offerto un contrappeso: l’Autorità bancaria europea ha designato USDC di Circle come token di moneta elettronica significativo ai sensi del MiCA e JPMorgan ha esteso a Ethereum il proprio token di deposito. Nel terzo trimestre, gli asset degli ETF crypto di BlackRock sono aumentati del 63%, raggiungendo 79,6 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, il consulente sulle criptovalute Patrick Witt lascerà l’incarico, mentre il CLARITY Act resta bloccato.
Bearish
Il bilancio delle evidenze nel breve termine è ribassista, anche se l’articolo non indica un crollo decisivo del mercato. La ritirata di Bitcoin è seguita a dati sull’inflazione più caldi del previsto e alla debolezza dei titoli legati all’IA, a dimostrazione del fatto che l’avversione al rischio macroeconomico continua a incidere sulle contrattazioni di criptovalute. I deflussi settimanali di 593,3 milioni di dollari dai prodotti d’investimento in criptovalute aggiungono ulteriore pressione, mentre i fondi Ethereum hanno registrato i prelievi più consistenti. Il modesto calo settimanale di Bitcoin e il recupero dai livelli intorno a 80.100 dollari suggeriscono che gli acquirenti stiano ancora difendendo quel livello, ma la lettura neutrale dell’indice Fear and Greed indica una convinzione limitata. La regola di MSCI rappresenta un ulteriore potenziale ostacolo per le società che detengono Bitcoin in tesoreria. Se Strategy o altre società venissero escluse dagli indici di riferimento, le vendite legate agli indici potrebbero pesare sulle loro azioni e potenzialmente influire sul sentiment riguardo alle partecipazioni aziendali in Bitcoin. La stima di JPMorgan di possibili deflussi da Strategy fino a 2,8 miliardi di dollari è uno scenario di rischio, non un flusso confermato. Gli acquisti continuativi di BTC da parte di Strategy mostrano inoltre che la domanda aziendale non si è fermata. Nel breve termine, i trader potrebbero concentrarsi sull’inflazione, sull’andamento dei titoli tecnologici, sui dati relativi ai flussi dei fondi e sugli sviluppi riguardanti l’elenco definitivo di MSCI. Un movimento sostenuto sotto gli 80.000 dollari potrebbe intensificare la pressione di vendita; un rimbalzo accompagnato da nuovi afflussi indebolirebbe la tesi ribassista. Storicamente, i periodi di avversione al rischio guidati da fattori macroeconomici e i deflussi dai prodotti d’investimento hanno spesso amplificato la volatilità, ma nessuno dei due determina in modo affidabile la direzione del mercato nel lungo periodo. Nel lungo termine, la designazione di USDC nell’ambito di MiCA, l’espansione di JPMorgan nel settore Ethereum e la crescita degli asset negli ETF di BlackRock indicano un continuo sviluppo delle infrastrutture istituzionali. Questi sviluppi possono favorire l’adozione, ma costituiscono contrappesi e non catalizzatori immediati dei prezzi. Nel complesso, i rischi nel breve termine propendono al ribasso, mentre il quadro di lungo periodo resta contrastante.