Le liquidazioni di Bitcoin aumentano vertiginosamente mentre BTC scende sotto gli 80.000 dollari

Bitcoin è tornato sotto pressione, scendendo brevemente a circa 79.280 $ prima di recuperare sopra gli 80.000 $. Il movimento è seguito a un precedente calo intorno agli 81.000 $ e a un rimbalzo fino a 83.635 $. Nella successiva fase di vendite, i mercati delle criptovalute hanno registrato liquidazioni per 436,44 milioni di dollari nell'arco di quattro ore, di cui 404,15 milioni su posizioni long. Oltre il 90% delle liquidazioni di Bitcoin ed Ether ha riguardato posizioni long. I dati precedenti indicavano liquidazioni per 820,84 milioni di dollari in 24 ore, con 689,11 milioni riferiti a posizioni long; Bitcoin ed Ether hanno registrato le perdite maggiori e Binance ha rappresentato il 50,6% del totale. Una successiva chiusura forzata di posizioni short potrebbe aver sostenuto il rimbalzo, ma le liquidazioni da sole non confermano che il mercato abbia toccato il fondo. I flussi degli ETF su Bitcoin sono stati contrastanti. Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato deflussi per circa 679 milioni di dollari dal 5 al 9 ottobre, seguiti da altri 65,40 milioni il 12 ottobre. In seguito, giovedì e venerdì hanno registrato deflussi complessivi per 773 milioni di dollari, pur chiudendo quella settimana con afflussi netti per 304,73 milioni. I prelievi hanno coinciso con la debolezza dei prezzi, ma non ne dimostrano la causa. Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX, ha dichiarato di aver chiuso il portafoglio di trading direzionale di Maelstrom e di aver realizzato profitti su alcuni token, citando l'incertezza macroeconomica e geopolitica. Per i trader di Bitcoin, la prova immediata è capire se BTC riuscirà a mantenersi sopra gli 80.000 $. L'open interest sui derivati, i flussi degli ETF e i prossimi dati sull'inflazione statunitense possono aiutare a valutare se la pressione di vendita si stia attenuando. I precedenti livelli tecnici indicavano un supporto a 80.660 $, con 74.340 $ come livello inferiore da monitorare, e resistenze a 84.000 $ e 87.145 $. Le forti liquidazioni di posizioni long su Bitcoin evidenziano il rischio legato alla leva nel breve termine, ma da sole non attestano un'inversione di tendenza duratura.
Bearish
L’impatto immediato sul prezzo di Bitcoin è ribassista. Una discesa sotto gli 80.000 dollari e le ingenti liquidazioni di posizioni long indicano vendite forzate e lasciano i trader con leva esposti a un’ulteriore volatilità. Il calo dei flussi verso gli ETF spot e l’incertezza citata da Arthur Hayes contribuiscono a un quadro prudente nel breve termine, anche se i dati sugli ETF sono contrastanti, perché la settimana si è comunque conclusa con afflussi netti. Un rimbalzo o uno short squeeze possono innescare bruschi movimenti in direzione opposta, ma da soli non dimostrano che la pressione ribassista sia terminata. Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare la tenuta di BTC sopra gli 80.000 dollari, insieme all’open interest sui derivati e ai flussi degli ETF; un cedimento del supporto potrebbe riaccendere le vendite, mentre un recupero oltre i livelli di resistenza indicati migliorerebbe le prospettive. Nel lungo termine, le liquidazioni sono posizioni chiuse, non la prova di un cambiamento duraturo della tendenza. Per confermare una svolta rialzista più solida, servirebbero una domanda costante e una ripresa sostenuta.