Le liquidazioni di Bitcoin superano gli 815 milioni di dollari dopo il calo del prezzo sotto gli 80.000 dollari

La discesa di Bitcoin sotto gli 80.000 dollari ha innescato liquidazioni di criptovalute per circa 815 milioni di dollari nell’arco di 24 ore, coinvolgendo oltre 200.000 trader. La maggior parte delle perdite ha riguardato le posizioni long: in un periodo di quattro ore sono state liquidate posizioni long per quasi 402 milioni di dollari, pari a oltre il 94% delle liquidazioni di Bitcoin e al 92% di quelle di Ethereum nello stesso intervallo. Il 24 ottobre Bitcoin ha toccato brevemente quota 79.280 dollari. L’open interest sui futures è sceso del 2,2%, a 140,1 miliardi di dollari, segnalando che i trader stavano chiudendo posizioni e riducendo la leva finanziaria. Una leva elevata può trasformare un brusco movimento dei prezzi in una cascata di liquidazioni, poiché le vendite forzate esercitano ulteriore pressione. La svendita è avvenuta in un contesto di intensa attività sui derivati e alla vigilia di una riunione di politica monetaria della Federal Reserve, che potrebbe aumentare la volatilità nel breve periodo. A settembre i derivati hanno rappresentato il 77,6% del volume di scambi sugli exchange centralizzati. È probabile che i trader monitorino l’open interest, i tassi di funding e i livelli di liquidazione per individuare posizioni troppo affollate.
Bearish
Il segnale immediato del mercato è ribassista: Bitcoin è sceso sotto gli 80.000 dollari e sono state liquidate posizioni con leva per oltre 815 milioni di dollari, con le posizioni long che hanno subito la maggior parte delle perdite. Le chiusure forzate possono innescare una cascata di liquidazioni, in cui le vendite spingono i prezzi al ribasso e provocano ulteriori liquidazioni per margine insufficiente. Il calo dell’open interest a 140,1 miliardi di dollari suggerisce che i trader stessero riducendo la propria esposizione, non necessariamente aprendo una nuova ondata di posizioni con leva. Le vendite massicce causate dalla leva finanziaria hanno spesso amplificato i movimenti dei prezzi nel breve termine, soprattutto quando le posizioni long sono affollate. I trader potrebbero reagire riducendo la leva, ampliando i controlli del rischio o aspettando che open interest e tassi di funding si stabilizzino. La riunione della Federal Reserve aggiunge un catalizzatore macroeconomico: un cambiamento inatteso nelle aspettative sui tassi potrebbe provocare forti movimenti in entrambe le direzioni ed esporre ulteriori concentrazioni di liquidazioni. La valutazione ribassista riguarda soprattutto il breve termine e riflette la pressione al ribasso e l’elevata volatilità, non dimostra un’inversione duratura della tendenza. Se le vendite forzate si attenuano e l’open interest si stabilizza, i prezzi potrebbero recuperare. Nel lungo periodo, l’episodio ricorda che il posizionamento nei derivati può amplificare le oscillazioni del mercato; da solo, non dimostra un cambiamento dei fondamentali di Bitcoin. I trader dovrebbero monitorare i livelli di prezzo, i tassi di funding, l’open interest e le concentrazioni di liquidazioni.