Rallenta la vendita di Bitcoin da parte dei detentori a lungo termine mentre emerge un segnale di ripresa
I detentori di Bitcoin a lungo termine hanno ridotto le proprie riserve dalla fine di luglio, ma il ritmo delle vendite sta rallentando. Tra il 30 luglio e il 19 ottobre 2026, le loro riserve sono diminuite di circa 345.000 BTC, passando da 16,41 milioni a 16,06 milioni. Alla fine di ottobre, la variazione a 30 giorni era ancora negativa, pari a 195.000 BTC, a indicare che la distribuzione netta è tuttora in corso.
Bitcoin veniva scambiato intorno agli 80.300–80.500 dollari, al di sotto dei recenti massimi vicini a 84.000 dollari. Gli analisti di CryptoQuant Axel Adler Jr. e Darkfost hanno riferito che i detentori a lungo termine hanno venduto in 10 degli ultimi 15 giorni di ottobre, rispetto a 13 dei primi 15 giorni del mese. Le loro riserve restano inoltre ben al di sopra dei circa 14 milioni di BTC registrati nel dicembre 2025.
Secondo alcuni analisti, nei cicli passati — tra cui quelli del 2013, 2017 e 2021 — la distribuzione da parte dei detentori a lungo termine ha preceduto fasi di rialzo. Tuttavia, questo schema non garantisce ulteriori guadagni. L’articolo osserva inoltre che la definizione di detentore a lungo termine più comunemente utilizzata, basata su 155 giorni, differisce dalla finestra di 18 mesi citata in un post su X. I trader potrebbero monitorare se la variazione dell’offerta a 30 giorni si avvicinerà allo zero e se i giorni di vendita continueranno a diminuire.
Neutral
I dati on-chain offrono ai trader segnali contrastanti, quindi nel complesso le notizie sono neutrali. I detentori di lungo periodo hanno venduto circa 345.000 BTC da fine luglio e la variazione a 30 giorni dell’offerta detenuta da loro resta negativa, a 195.000 BTC. Questa distribuzione in corso potrebbe aggiungere pressione di vendita, soprattutto mentre Bitcoin è scambiato al di sotto dei recenti massimi, vicini a 84.000 dollari.
A fare da contrappeso è il rallentamento dei deflussi: più avanti a ottobre i detentori di lungo periodo hanno venduto in meno giorni e le loro disponibilità restano ben al di sopra dei livelli di dicembre 2025. Nei cicli precedenti, tra cui quelli del 2013, 2017 e 2021, i cali dell’offerta detenuta dai detentori di lungo periodo sono coincisi con fasi di rialzo. Tuttavia, i modelli storici non sono da soli segnali affidabili per individuare il momento giusto e le metriche dei detentori a 155 giorni e a 18 mesi riguardano gruppi diversi.
Nel breve periodo, i trader potrebbero interpretare il rallentamento dei deflussi come un segnale che la pressione delle prese di profitto si sta attenuando, mentre variazioni negative persistenti dell’offerta potrebbero limitare i rialzi dei prezzi o aumentare la volatilità. Un avvicinamento allo zero della variazione a 30 giorni, insieme a un numero minore di giornate di distribuzione e a un andamento dei prezzi più solido, rafforzerebbe l’interpretazione costruttiva. Se le vendite accelerassero o Bitcoin non riuscisse a mantenere il proprio intervallo di negoziazione, i dati potrebbero invece rafforzare la cautela. Nel lungo periodo, gli elevati saldi detenuti suggeriscono prese di profitto piuttosto che un’uscita generalizzata, ma per averne conferma sarebbero necessari una domanda sostenuta e prezzi più solidi.