Bitcoin dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti: rialzi, cicli e rischi per il 2026
Bitcoin è salito dopo ciascuna delle tre elezioni di metà mandato statunitensi per le quali sono disponibili dati affidabili successivi al lancio: di circa il 25% nel 2014, il 45% nel 2018 e il 92% nel 2022. Il guadagno medio è stato del 53,7%, ma la mediana si è attestata intorno al 45%, al di sotto della mediana del 67,5% registrata negli anni senza elezioni di metà mandato. Anche l’S&P 500 ha storicamente ottenuto risultati migliori nell’anno successivo alle elezioni di metà mandato, sebbene questi andamenti non dimostrino che le elezioni causino rialzi dei mercati.
Secondo DWF Labs, il ciclo quadriennale di Bitcoin e la sua posizione rispetto all’halving potrebbero contare più del partito che controlla il Congresso. Lo scenario del 2026 è diverso da quello dei precedenti anni di elezioni di metà mandato: Bitcoin si trova circa il 36% sotto il suo massimo, rispetto ai cali storici di circa il 67%-73%. DWF individua nel minimo di giugno, vicino a 58.524 dollari, un livello chiave. Una sua rottura al ribasso potrebbe ricordare le flessioni più profonde del 2014 e del 2018, mentre il suo mantenimento sarebbe più in linea con il 2022.
Un confronto scalato delle traiettorie storiche dei prezzi — non una previsione — colloca Bitcoin intorno ai 92.000-150.000 dollari 12 mesi dopo le elezioni del 2026; in due scenari, il prezzo rimane sotto gli 80.000 dollari per gran parte dei primi sei mesi. Anche l’incertezza politica, compresi il debito federale, la spesa per la difesa e la legislazione sulle criptovalute, potrebbe influire sul sentiment, insieme alla liquidità e alle condizioni generali degli asset rischiosi. Per i trader, i rialzi successivi alle elezioni passate sono un elemento di contesto, non un segnale affidabile: il campione è ridotto e il ciclo di Bitcoin e le condizioni di mercato restano centrali.
Neutral
I dati storici offrono un contesto potenzialmente favorevole: Bitcoin è salito dopo ciascuna delle tre elezioni di metà mandato prese in esame, e anche i mercati azionari in generale hanno teso a crescere nell’anno successivo. Tuttavia, il campione limitato non dimostra un rapporto causale, e la mediana dei guadagni di Bitcoin del 45% dopo le elezioni di metà mandato è stata inferiore alla mediana del 67,5% registrata negli anni senza elezioni di metà mandato. L’intervallo dei percorsi storici riportato è un esercizio basato su scenari, non un obiettivo di prezzo né una previsione.
Nel breve termine, è più probabile che i trader si concentrino sull’andamento del prezzo di Bitcoin attorno al minimo di giugno di 58.524 dollari, sulla liquidità del mercato e sulla propensione generale al rischio, piuttosto che sul solo calendario elettorale. Una discesa sotto quel livello potrebbe accrescere i timori di ulteriori ribassi; il suo mantenimento potrebbe favorire un percorso più simile a quello del 2022, ma non garantirebbe un rialzo. Nel lungo termine, il ciclo di halving di Bitcoin e il momento della sua fase di mercato potrebbero avere un’influenza maggiore rispetto al partito che controlla il Congresso. Con rendimenti storici che offrono segnali contrastanti e una notevole incertezza sui livelli dei prezzi e sulle politiche, la notizia in sé non rappresenta né un catalizzatore rialzista sufficientemente forte né un chiaro fattore scatenante ribassista.