Bitcoin resta il 32% al di sotto del record mentre la ripresa affronta dei rischi
Bitcoin viene scambiato vicino a 85.300 dollari, circa il 32% al di sotto del suo massimo storico di circa 126.000 dollari raggiunto nell’ottobre 2025. I forti afflussi negli ETF spot su Bitcoin e il sentiment di “Uptober” hanno contribuito a spingere il rialzo fino a quel picco.
Successivamente, Bitcoin è sceso a circa 58.000–60.000 dollari tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2026, quando le preoccupazioni macroeconomiche e un’ondata di liquidazioni legata ai dazi hanno messo sotto pressione gli asset rischiosi. Da allora è rimbalzato di circa il 45% rispetto al minimo estivo, portando la sua capitalizzazione di mercato stimata a quasi 1.700 miliardi di dollari.
L’ultimo ribasso è più contenuto rispetto ai precedenti mercati ribassisti di Bitcoin, nei quali i cali nell’anno successivo ai principali picchi hanno raggiunto circa il 70–82%. Un minore ricorso alla leva, la partecipazione istituzionale, la domanda di ETF spot e una volatilità ridotta hanno sostenuto la resilienza del mercato. Tuttavia, una flessione superiore al 30% resta storicamente comune e recuperi analoghi hanno richiesto circa 28–38 mesi.
I trader dovrebbero monitorare i flussi degli ETF su Bitcoin, la politica commerciale e tariffaria, la regolamentazione, i rendimenti dei Treasury e le condizioni macroeconomiche generali. Afflussi sostenuti negli ETF e la chiusura delle posizioni short potrebbero sostenere Bitcoin, mentre nuove fuoriuscite, rendimenti più elevati o notizie politiche sfavorevoli potrebbero provocare ulteriore volatilità. Le prospettive di ripresa stanno migliorando, ma il mercato potrebbe trovarsi ancora in una fase iniziale di riparazione.
Neutral
Le notizie sono neutrali per Bitcoin. Nel breve termine, il rimbalzo di circa il 45% dai minimi estivi, la domanda istituzionale di ETF e la riduzione della leva finanziaria forniscono sostegno. Gli afflussi negli ETF e la chiusura delle posizioni short potrebbero produrre ulteriori rialzi, mentre una minore volatilità potrebbe ridurre il rischio di liquidazioni disordinate.
Tuttavia, Bitcoin è ancora circa il 32% al di sotto del suo massimo storico, e le riprese storiche dopo cali comparabili hanno spesso richiesto anni. Il posizionamento sulle opzioni, da neutrale a ribassista, i rendimenti elevati dei Treasury, l'incertezza macroeconomica, i rischi legati ai dazi e la possibilità di nuovi deflussi dagli ETF potrebbero limitare i guadagni o innescare un'altra discesa. Il calo più contenuto migliora la resilienza del mercato, ma non conferma l'inizio di una nuova tendenza rialzista sostenuta; pertanto, l'effetto immediato più probabile è equilibrato, anziché chiaramente rialzista o ribassista.