Bitcoin vicino agli 80.000 dollari prima della Fed e della scadenza di opzioni da 10,9 miliardi di dollari

Lunedì Bitcoin era scambiato intorno agli 80.300 dollari, dopo essere rimasto sopra i 79.200 dollari per il terzo giorno consecutivo. I trader seguono tre sessioni consecutive con potenziali catalizzatori: la decisione della Federal Reserve di mercoledì, i risultati di Coinbase e Strategy giovedì e la scadenza, venerdì, di opzioni su Bitcoin per circa 10,9 miliardi di dollari. Tra le pressioni recenti figurano deflussi per 773,5 milioni di dollari dagli ETF spot statunitensi su Bitcoin tra giovedì e venerdì, il petrolio sopra i 100 dollari al barile e le attese che la Fed mantenga i tassi elevati. Un’ondata di vendite sabato ha innescato liquidazioni di criptovalute per circa 820 milioni di dollari, mentre da allora i tassi di finanziamento dei futures sono tornati neutrali. Il supporto immediato di Bitcoin è compreso tra 79.221 e 79.369 dollari. Una chiusura giornaliera al di sotto di questo intervallo potrebbe esporre il livello di 78.000 dollari, il punto di massimo dolore del mercato delle opzioni, seguito dalla EMA a 200 giorni, intorno a 76.348 dollari. Al rialzo, i trader osservano la EMA a 50 giorni a 80.808 dollari, la resistenza nell’area 81.390–81.840 dollari e quota 82.850 dollari. Il mercato delle opzioni presenta più call che put, ma le consistenti posizioni put a 75.000 e 70.000 dollari segnalano coperture contro i ribassi. Con eventi macroeconomici e risultati societari in arrivo, la prossima mossa di Bitcoin potrebbe dipendere dalla capacità degli acquirenti di difendere il supporto o dal fatto che i catalizzatori riaccendano la pressione di vendita.
Neutral
Nel complesso, le notizie sono neutrali, perché descrivono un mercato in attesa di diversi eventi ad alto impatto, anziché di un catalizzatore direzionale chiaro. Bitcoin è rimasto sopra l’area di supporto compresa tra 79.221 e 79.369 dollari, mentre il funding neutrale dei futures suggerisce che le posizioni con leva si sono ridimensionate dopo liquidazioni per circa 820 milioni di dollari. Questi fattori potrebbero contribuire a limitare le vendite forzate nell’immediato. Tuttavia, i rischi a breve termine pendono verso il ribasso. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi per 773,5 milioni di dollari in due sedute, il petrolio resta sopra i 100 dollari al barile e i trader sono attenti a eventuali segnali restrittivi da parte della Federal Reserve. Una rottura al ribasso del supporto potrebbe portare a mettere nel mirino quota 78.000 dollari, seguita dalla EMA a 200 giorni, intorno a 76.348 dollari. Al contrario, un recupero sopra la EMA a 50 giorni, a 80.808 dollari, e sopra la resistenza nell’area 81.390–81.840 dollari potrebbe migliorare il sentiment nel breve periodo. Come in precedenti periodi in cui le decisioni della Fed coincidevano con importanti scadenze di opzioni, i trader potrebbero ridurre il rischio o coprire le posizioni in vista degli eventi, aumentando la volatilità senza garantire una tendenza duratura. La scadenza di venerdì, del valore di circa 10,9 miliardi di dollari, potrebbe amplificare i movimenti in prossimità di prezzi di esercizio chiave, mentre i risultati di Coinbase e Strategy potrebbero influenzare il sentiment del settore delle criptovalute. Nel lungo periodo, è più probabile che la domanda di Bitcoin sia influenzata dall’orientamento della politica della Fed, dai flussi degli ETF e dalle tendenze più ampie dell’inflazione e del petrolio che dalla sola scadenza. Le prospettive sono quindi equilibrate, con una propensione al ribasso in caso di cedimento del supporto, ma con possibilità di rimbalzo se gli acquirenti riusciranno a difenderlo e i segnali macroeconomici risulteranno meno restrittivi del previsto.