Bitcoin si mantiene vicino agli 81.000 dollari mentre aumentano i rischi legati ai tassi della Fed
La Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento tra il 3,75% e il 4% con un voto di 10 a 2. Le governatrici Lisa Cook e Beth Hammack hanno votato contro, preferendo un aumento di 0,25 punti percentuali. La Fed ha descritto l’attività economica come solida e ha dichiarato che valuterà i dati in arrivo. I mercati guardano alla possibilità di un rialzo dei tassi a dicembre; tra i fattori che influenzano le aspettative figurano l’inflazione, i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury.
Dopo la decisione, il bitcoin è salito brevemente a circa 81.700 dollari, poi è sceso sotto gli 80.500 prima di recuperare verso quota 81.000. Nel complesso, il movimento è stato contenuto, poiché i trader si aspettavano in larga misura che i tassi restassero invariati. Il bitcoin è ancora al di sotto della fascia di resistenza compresa tra 81.000 e 82.500 dollari, mentre quota 80.000 dollari rappresenta un importante livello di supporto nel breve termine. Una discesa al di sotto potrebbe aumentare la pressione di vendita. Gli ETF spot sul bitcoin hanno registrato afflussi netti per 110 milioni di dollari il 26 ottobre e per 176 milioni il 27 ottobre, anche se, secondo alcune fonti, alcuni grandi detentori hanno venduto approfittando del rialzo. Rendimenti più elevati dei Treasury possono rendere meno attraenti gli asset che non generano interessi, come il bitcoin, e il trading con leva può amplificare le oscillazioni dei prezzi in concomitanza con la pubblicazione di dati economici. I trader seguono inoltre i dati statunitensi su occupazione e inflazione in vista della riunione della Fed dell’8-9 dicembre. Separatamente, secondo quanto riferito, il settore delle criptovalute ha speso circa 176 milioni di dollari in oltre 100 competizioni elettorali statunitensi di metà mandato, con Fairshake alla guida dell’iniziativa; le elezioni sono previste per il 3 novembre.
Neutral
L’impatto immediato sul prezzo di Bitcoin appare neutrale. La decisione della Fed di mantenere i tassi era ampiamente attesa e il breve rialzo di Bitcoin, seguito da una flessione e da una ripresa verso gli 81.000 dollari, suggerisce che i trader avessero già in gran parte scontato l’annuncio. Gli afflussi negli ETF offrono un certo sostegno alla domanda, ma le vendite segnalate da parte dei grandi detentori e l’incapacità di mantenersi sopra la zona di resistenza compresa tra 81.000 e 82.500 dollari limitano il segnale rialzista.
Nel breve periodo, il voto diviso della Fed e la possibilità di un rialzo a dicembre potrebbero mantenere volatile Bitcoin. Se i dati sull’inflazione o sull’occupazione rafforzassero le aspettative di una politica più restrittiva, l’aumento dei rendimenti dei Treasury potrebbe pesare su Bitcoin, mentre una rottura al ribasso sotto gli 80.000 dollari potrebbe innescare ulteriori vendite, soprattutto nelle posizioni a leva. Al contrario, il protrarsi degli afflussi negli ETF e un movimento sostenuto sopra la resistenza potrebbero migliorare il sentiment. Nel lungo periodo, l’andamento dell’inflazione, dei tassi d’interesse e della liquidità conterà più di questa decisione di mantenere i tassi, ampiamente prevista. Le informazioni attuali indicano pressioni contrapposte, anziché un chiaro catalizzatore direzionale, e avvalorano quindi una valutazione neutrale.