Bitcoin resta vicino agli 81.000 dollari mentre i timori sull’IA mettono sotto pressione i mercati
Bitcoin ha faticato a recuperare terreno dopo essere sceso del 3,2% giovedì. Per un breve periodo ha toccato quota 80.840 dollari, prima di essere scambiato sotto gli 82.000. Il calo è avvenuto mentre i timori rinnovati sul finanziamento delle infrastrutture per l’IA pesavano sui titoli tecnologici e sui mercati più ampi. CoreWeave è scesa al livello più basso da maggio 2025, mentre QCP Capital ha avvertito che le tensioni creditizie nel settore neocloud potrebbero estendersi, man mano che gli investitori rivalutano spese e redditività. Bitcoin ha risentito anche della minore domanda da parte dei fondi: giovedì gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 635 milioni di dollari, il maggior calo giornaliero da fine giugno. Le liquidazioni di criptovalute hanno raggiunto i 336 milioni di dollari nell’arco di 24 ore, di cui 281 milioni in posizioni long. Con Bitcoin scambiato vicino al limite inferiore del recente intervallo tra 80.000 e 87.000 dollari, i trader osservano se la debolezza del mercato e i deflussi dagli ETF continueranno.
Bearish
I segnali immediati sono ribassisti per Bitcoin: è sceso del 3,2%, è stato scambiato vicino al limite inferiore del suo intervallo recente e ha registrato consistenti deflussi dagli ETF. I 281 milioni di dollari di posizioni long liquidate indicano inoltre che i trader con leva finanziaria si sono trovati dalla parte sbagliata del movimento, circostanza che nel breve periodo può provocare vendite forzate e volatilità. Il più ampio contesto di avversione al rischio è rilevante, perché le preoccupazioni sul finanziamento delle infrastrutture per l’IA hanno pesato sui titoli tecnologici e potrebbero indurre gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi, comprese le criptovalute. Episodi analoghi di tensione sui mercati azionari sono spesso coincisi con un indebolimento dei prezzi delle criptovalute, quando gli investitori riducono la leva finanziaria e cercano liquidità, anche se il rapporto non è automatico. Se i deflussi dagli ETF e la debolezza dei mercati azionari dovessero continuare, Bitcoin potrebbe subire pressioni intorno agli 80.000 dollari. Una stabilizzazione delle Borse, un’attenuazione delle preoccupazioni sul finanziamento o una ripresa degli afflussi negli ETF potrebbero favorire una ripresa. Nel lungo periodo, l’articolo non individua cambiamenti fondamentali specifici di Bitcoin; le prospettive dipendono quindi soprattutto dalla propensione generale al rischio, dai flussi istituzionali e dall’eventuale estensione delle preoccupazioni sul credito legato all’IA.