Bitcoin scende sotto i 78.000 dollari mentre vengono liquidate posizioni in criptovalute per 1,5 miliardi

Il 30 ottobre Bitcoin è sceso sotto i 78.000 dollari, toccando il minimo delle ultime sei settimane a 76.675 dollari e attestandosi intorno a 76.994 dollari, in calo del 5,01% nell’arco di 24 ore. Le vendite sono arrivate in un contesto di debolezza dei titoli tecnologici statunitensi e di crescenti preoccupazioni per la sicurezza di Binance, che ha dichiarato di stare indagando su un’attività anomala dei fondi e di aver sospeso alcuni depositi e prelievi. Gli asset di cui è stato confermato il congelamento sono stati stimati in circa 3 miliardi di dollari, mentre la reale entità di eventuali furti o perdite è rimasta poco chiara. Le liquidazioni forzate hanno accentuato il movimento. Secondo i dati di CoinGlass, nell’arco di 24 ore sono stati liquidati circa 1,5 miliardi di dollari in criptovalute, coinvolgendo 237.194 trader. Anche l’attività sui futures di Bitcoin ha superato di gran lunga quella sul mercato spot, evidenziando l’esposizione del mercato alla leva finanziaria. Ether è sceso al minimo degli ultimi due mesi, a 2.238,76 dollari, mentre il calo di BNB ha superato a un certo punto l’8% nell’arco di 24 ore. Nel breve termine, i livelli di Bitcoin da monitorare sono il recente minimo di 76.675 dollari e il supporto intorno a 76.500 dollari. Un recupero sopra gli 80.000 dollari rappresenterebbe un segnale importante per i trader. Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi avevano registrato afflussi netti per circa 424 milioni di dollari in tre sessioni, dal 26 al 28 ottobre, ma questi non hanno impedito il successivo calo. L’incertezza sulla sicurezza degli exchange, le liquidazioni forzate e la debolezza più ampia degli asset rischiosi mantengono elevata la volatilità di Bitcoin.
Bearish
L’impatto immediato sul mercato è ribassista. La discesa di Bitcoin sotto i 78.000 dollari ha coinciso con il minimo delle ultime sei settimane, mentre liquidazioni per circa 1,5 miliardi di dollari nell’arco di 24 ore indicano che le posizioni con leva venivano chiuse forzatamente. Quando le liquidazioni sono fortemente concentrate sulle posizioni long, come mostravano i dati precedenti del rapporto, le vendite possono autoalimentarsi: il calo dei prezzi innesca richieste di margine, che aggiungono ulteriori ordini di vendita e accrescono la volatilità a breve termine. Le preoccupazioni per la sicurezza legate a Binance aggiungono un’ulteriore fonte di incertezza. La sospensione segnalata di alcuni servizi di deposito e prelievo può indurre i trader a ridurre la propria esposizione o a spostare gli asset, anche se l’exchange ha dichiarato che i fondi degli utenti erano al sicuro e non è stata confermata l’entità di eventuali perdite. La contemporanea debolezza dei titoli tecnologici statunitensi indica inoltre una più ampia avversione al rischio, anziché un evento circoscritto alle criptovalute. I ribassi di Ether e BNB suggeriscono che la pressione fosse diffusa tra i principali asset digitali. Nel breve termine, è probabile che i trader osservino il minimo di 76.675 dollari e l’area intorno ai 76.500 dollari per individuare segnali di supporto, oltre a verificare se Bitcoin riuscirà a riconquistare quota 80.000 dollari. Una rottura al ribasso del supporto potrebbe innescare ulteriori vendite dovute agli stop loss e nuove liquidazioni; una rapida ripresa potrebbe invece provocare la chiusura delle posizioni short. I precedenti afflussi di 424 milioni di dollari negli ETF spot su Bitcoin nell’arco di tre sedute offrono qualche indicazione di domanda istituzionale, ma non hanno impedito la svendita e non vanno considerati un pavimento dei prezzi nel breve termine. Storicamente, gli allarmi sulla sicurezza degli exchange e le liquidazioni di posizioni con leva hanno causato rapidi e bruschi adeguamenti dei prezzi, con una volatilità spesso elevata finché gli utenti non recuperano fiducia e le posizioni in derivati non si riequilibrano. Nel lungo termine, l’effetto dipende dai dettagli verificati sull’incidente di Binance, dalla continuità dei flussi verso gli ETF e dalla propensione al rischio generale. L’articolo non dimostra che i fondamentali di Bitcoin abbiano subito danni duraturi, ma le preoccupazioni di sicurezza ancora irrisolte potrebbero pesare sul sentiment e sulla liquidità finché non saranno chiarite.