Bitcoin crolla del 7% a $76.500 mentre si acuiscono le tensioni USA-Iran e colpiscono liquidazioni long per $607M

Bitcoin è sceso del 7% a circa 76.500 dollari durante la sessione asiatica mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono riaccesi. Il movimento ha cancellato parte del rimbalzo precedente e ha portato BTC verso un punto di svolta tecnico chiave vicino a 76.000 dollari. Nelle ultime 24 ore la volatilità delle criptovalute è aumentata e le liquidazioni hanno totalizzato circa 607 milioni di dollari per posizioni long, incluse circa 190 milioni in liquidazioni di BTC. I trader hanno collegato le vendite a uno spostamento verso l'avversione al rischio dopo i commenti del presidente statunitense Donald Trump a seguito del blocco dei colloqui di pace con l'Iran, avvertendo che “il tempo sta per scadere” e sollevando la possibilità di ulteriori mosse militari statunitensi. In precedenza Bitcoin aveva fatto un rally verso 83.000 dollari, sostenuto dagli afflussi negli ETF spot e dall'ottimismo sulla US CLARITY Act. Ora l'attenzione è tornata ai livelli: supporto a 76.000 dollari, la zona di domanda 71.000–73.000 dollari e la prossima soglia critica al ribasso intorno a 65.000 dollari. Gli analisti avvertono che se BTC perde i 65.000 dollari e i segnali di inversione falliscono, il ribasso potrebbe estendersi di circa un ulteriore 16%. Il trasferimento macroeconomico sta rafforzando il tono ribassista. I prezzi del petrolio (WTI/Brent) sono saliti per i timori sul rischio di approvvigionamento nello Stretto di Hormuz, il che può rafforzare le aspettative di “prezzi più alti per più tempo” e gravare sugli asset rischiosi. Per i trader, la prossima fase dipenderà probabilmente dal fatto che Bitcoin mantenga 76.000 dollari o scenda verso 65.000 dollari.
Bearish
La svendita di Bitcoin è guidata da un rapido ritorno al sentimento risk-off a causa del rischio mediatico tra USA e Iran, ed è amplificata dal posizionamento sui derivati (ampie liquidazioni delle posizioni long, soprattutto su BTC). Questa combinazione normalmente aumenta le probabilità di ulteriori ribassi se il primo supporto fallisce. I trader probabilmente considereranno 76.000 $ come la linea di demarcazione a breve termine; una rottura potrebbe spostare rapidamente l'attenzione sulla zona 71.000–73.000 $ e poi su 65.000 $, dove gli analisti si aspettano un'altra gamba al ribasso se non emergono segnali di inversione. I flussi verso gli ETF spot e lo slancio rialzista precedente possono aiutare nei rimbalzi, ma nel breve periodo la pressione macro (volatilità del petrolio legata al rischio di approvvigionamento nello Stretto di Hormuz) può mantenere gli acquirenti cauti e mantenere la pressione al ribasso.