Bitcoin rimbalza di quasi il 6% mentre si avvicina la resistenza a 82.000 dollari

Bitcoin è rimbalzato di quasi il 6% dai minimi post-elettorali vicini a 75.000 dollari, raggiungendo un massimo intraday di 80.892 dollari il 5 novembre, prima di attestarsi intorno a 79.600 dollari. Le liquidazioni di posizioni short, pari a quasi 378 milioni di dollari in un'ora, e la ripresa dei mercati azionari statunitensi hanno accresciuto la pressione all'acquisto. Anche l'indebolimento del dollaro statunitense e il calo dei rendimenti dei Treasury hanno sostenuto la propensione al rischio, mentre Ethereum, XRP, Solana e BNB hanno registrato rialzi. Il 4 novembre gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato afflussi netti per 74,6 milioni di dollari, interrompendo tre sessioni consecutive di deflussi. FBTC di Fidelity ha raccolto 236,7 milioni di dollari, mentre IBIT di BlackRock ha registrato deflussi per 201,2 milioni, evidenziando una domanda istituzionale contrastante. Bitcoin si trova ora ad affrontare una resistenza tra 81.300 e 82.000 dollari, in prossimità della media mobile a 30 giorni. Una rottura stabile potrebbe portare in primo piano la resistenza tra 84.240 e 84.800 dollari. Se Bitcoin dovesse perdere terreno, i trader potrebbero monitorare i supporti intorno a 80.274, 78.000, 76.308 e 75.000 dollari, con la media mobile a 200 giorni, vicina a 73.188 dollari, come ulteriore livello. Il rimbalzo ha migliorato il sentiment a breve termine, ma i flussi contrastanti degli ETF e i rischi macroeconomici mantengono incerto lo scenario; gli indicatori di mercato non hanno ancora confermato un minimo duraturo.
Neutral
Il rimbalzo, le liquidazioni delle posizioni short e la ripresa degli afflussi negli ETF offrono un sostegno a breve termine a BTC, mentre l’indebolimento del dollaro e il calo dei rendimenti dei Treasury hanno favorito la propensione al rischio. Il quadro degli ETF, tuttavia, è contrastante: gli afflussi nel fondo di Fidelity sono stati in parte compensati dai deflussi dal fondo di BlackRock. BTC deve inoltre affrontare una significativa zona di resistenza compresa tra 81.300 e 82.000 dollari; se non riuscirà a superarla, potrebbero verificarsi prese di profitto e un nuovo test dei livelli di supporto più bassi. Resta valida la cautela espressa in precedenza: gli indicatori non confermano ancora la formazione di un minimo duraturo. Nel breve termine, questi segnali contrastanti rendono incerta la tenuta del rialzo. Nel lungo termine, le condizioni macroeconomiche e la continuità dei flussi istituzionali saranno importanti per determinare se BTC riuscirà a consolidare una base stabile o riprenderà a scendere.