Il prezzo del Bitcoin dipende più dalle condizioni macroeconomiche che dalle elezioni

Secondo Ryan Kirkley, cofondatore e CEO di Global Settlement Network (GSN), è probabile che il prezzo del bitcoin resti più sensibile ai costi di finanziamento, al dollaro statunitense e alla liquidità globale che ai risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Martedì il bitcoin è stato scambiato intorno ai 77.302 dollari, dopo aver recuperato quota 77.600. Kirkley ha affermato che le notizie sulle elezioni possono causare volatilità nel breve periodo, soprattutto quando i trader prevedono una regolamentazione favorevole alle criptovalute. Tuttavia, costi di finanziamento elevati, un dollaro più forte o una minore propensione al rischio potrebbero pesare più di un esito elettorale favorevole e mettere sotto pressione il bitcoin e gli altri asset rischiosi. Ha spiegato che l’interesse istituzionale per le criptovalute è sempre più legato ai loro impieghi pratici, tra cui pagamenti transfrontalieri più economici, regolamenti più rapidi e la registrazione di attività finanziarie su reti blockchain. A suo avviso, perché l’adozione cresca in modo significativo nel 2027, la chiarezza normativa sarà più importante dei risultati elettorali. Kirkley si aspetta che nel 2027 il Congresso compia un altro serio tentativo di approvare una legge sulla struttura del mercato delle criptovalute. Tra le questioni chiave ancora irrisolte figurano quali asset digitali siano titoli finanziari, i poteri della CFTC e le regole per le piattaforme che gestiscono asset tradizionali e tokenizzati. Ha affermato che requisiti chiari e attuabili in materia di custodia, regolamento e proprietà potrebbero valere più di un’ampia proposta di legge incapace di ottenere l’approvazione.
Neutral
L’articolo è neutrale per il mercato nel breve periodo perché non annuncia cambiamenti di politica, nuovi flussi di capitali o una svolta nei fondamentali di Bitcoin. Sostiene che Bitcoin sia più direttamente esposto ai fattori macroeconomici — tassi d’interesse e costi di finanziamento, forza del dollaro, liquidità e propensione al rischio — che ai risultati elettorali. Il prezzo riportato, circa 77.302 dollari dopo aver recuperato brevemente quota 77.600, fornisce un contesto, ma da solo non basta a delineare una direzione duratura. Nel breve periodo, le notizie sulle elezioni potrebbero comunque innescare volatilità, mentre i trader rivedono le proprie aspettative sulla regolamentazione delle criptovalute. In periodi elettorali simili si sono spesso verificate reazioni brusche alle notizie politiche, ma tali movimenti possono esaurirsi se le condizioni monetarie e il sentiment generale verso il rischio restano invariati. I trader potrebbero quindi monitorare i rendimenti dei Treasury, il dollaro, le condizioni di liquidità e il posizionamento insieme agli sviluppi elettorali, invece di considerare il risultato un catalizzatore a sé stante. Nel lungo periodo, regole più chiare potrebbero favorire la partecipazione istituzionale riducendo l’incertezza relativa alla custodia, al regolamento e alla classificazione degli asset. Tuttavia, l’articolo descrive la legislazione come una possibilità futura, non come una politica già approvata, e sottolinea che restano irrisolti i disaccordi sulle definizioni di titoli finanziari e sulle competenze delle autorità di regolamentazione. Il potenziale beneficio normativo è quindi subordinato a determinate condizioni. Nel complesso, il rapporto sostiene una valutazione neutrale: nel breve periodo le condizioni macroeconomiche restano il fattore d’influenza più immediato, mentre la chiarezza normativa potrebbe diventare un elemento di più lungo termine se il Congresso riuscisse ad approvare una legislazione praticabile.