Gli sviluppatori mettono in discussione la narrativa della paura quantistica mentre la vendita di BTC è collegata ai flussi di capitale verso l'IA

Lo sviluppatore di Bitcoin Matt Corallo (scritto anche Carallo in alcuni report) ha contestato le affermazioni secondo cui la recente debolezza del BTC sia dovuta a timori di attacchi da computer quantistici, affermando nel podcast Unchained che il mercato sta cercando un capro espiatorio. Ha sostenuto che se il rischio quantistico fosse stato il catalizzatore principale, Ethereum (ETH) avrebbe tenuto o sovraperformato — tuttavia sia BTC che ETH sono calati bruscamente da ottobre (ETH circa -58%, BTC circa -46% dal picco), il che esclude una fuga immediata guidata dal rischio quantistico. Corallo e altri sviluppatori core dicono che i market maker non vedono le minacce quantistiche come un rischio imminente a breve termine. Invece, loro e diversi osservatori indicano una intensa competizione di capitali da parte di altre tecnologie, in particolare l’IA, come driver più plausibile dei flussi fuori dalle crypto. La Ethereum Foundation ha inserito la “preparazione post-quantistica a lungo termine” nella sua roadmap di sicurezza; le stime per la transizione di Bitcoin a protezioni post-quantistiche (secondo i co-autori del BIP-360) potrebbero richiedere anni. Le voci di mercato restano divise: alcuni trader e analisti (es. Charles Edwards) dicono che il rischio quantistico dovrebbe essere prezzato finché non vengono implementate mitigazioni, mentre documenti istituzionali (es. IBIT di BlackRock) e figure pubbliche (Kevin O’Leary) hanno citato il rischio quantistico ma divergono sulla sua probabilità a breve termine. Gli indicatori on-chain e tecnici citati includono BTC in downtrend con RSI ipervenduto e supporti intorno a ~$66k e ~$63k, e resistenze vicino a ~$68k–$71k. L’accumulo istituzionale in Bitcoin sembra persistere nonostante le ricerche retail e le narrazioni basate sulla paura. Per i trader: la notizia riduce la probabilità che un’immediata falla crittografica stia guidando i prezzi, sposta l’attenzione verso fattori macro/flussi di capitale (competizione IA vs crypto) e evidenzia un percorso di aggiornamento a lungo termine per la sicurezza post-quantistica — un fattore per posizionamenti pluriennali piuttosto che trigger di trading a breve termine.
Neutral
L'effetto netto di questa notizia sul prezzo del Bitcoin è neutro. Gli elementi riducono la probabilità che un'imminente falla crittografica (quantistica) sia il principale fattore alla base della recente svendita, eliminando così un catalizzatore estremo di panico ribassista. Detto ciò, la copertura conferma una pressione ribassista in corso derivante dai flussi di fondi e dalla rotazione macro/settoriale — in particolare capitale che si sposta verso l'IA e altre tecnologie — che può sostenere lo slancio ribassista nel breve termine. L'interesse istituzionale e l'accumulo on-chain attenuano il rischio di ribassi severi e indicano un continuo supporto degli acquirenti a livelli chiave (~63k–66k). Sul lungo periodo, la conferma che gli aggiornamenti post-quantistici sono pianificati ma richiederanno anni rende il rischio quantistico una minaccia strutturale pluriennale piuttosto che un fattore immediato che influenzi il prezzo. Per i trader: aspettatevi volatilità continua guidata dai flussi macro e dal sentimento piuttosto che da uno shock tecnico/protocollo crittografico improvviso; il bias a breve termine può rimanere ribassista finché i supporti tecnici tengono o finché non cambia la narrativa dei flussi di capitale, mentre i detentori a lungo termine possono trattare il lavoro post-quantistico come un fattore di riduzione del rischio graduale piuttosto che come una causa urgente per riposizionarsi.