Bitcoin mette alla prova il prezzo medio di carico degli ETF mentre pesano i rischi macroeconomici

Bitcoin si è indebolito, passando da circa 84.123 a 83.366 dollari e scendendo sotto la soglia di recupero di 85.000 dollari, mentre l’aumento dei rendimenti dei Treasury, dei prezzi del petrolio e la maggiore forza del dollaro statunitense mettevano sotto pressione i mercati crypto. Il rendimento dei Treasury a 10 anni è salito a circa il 5,36%, mentre il petrolio è rimasto sopra i 100 dollari al barile, dopo le notizie secondo cui l’Iran avrebbe chiuso lo Stretto di Hormuz. Le liquidazioni nel mercato crypto sono aumentate del 235%, raggiungendo 547 milioni di dollari nell’arco di 24 ore e colpendo soprattutto le posizioni long con leva. Bitcoin si trova ora appena l’1,3% sopra il costo medio stimato di 82.300 dollari sostenuto dagli acquirenti degli ETF spot su Bitcoin statunitensi. Una chiusura giornaliera al di sotto di quel livello potrebbe riportare sotto i riflettori il successivo supporto on-chain, vicino a 73.500 dollari. I flussi degli ETF sono cambiati: dopo deflussi per 148,7 milioni di dollari che hanno interrotto una serie di nove sessioni consecutive di afflussi, martedì gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato afflussi per 119 milioni di dollari, anche se Bitcoin è sceso. I trader osservano se gli acquirenti terranno vicino al pareggio o venderanno. Un consistente muro di vendita tra 85.000 e 85.500 dollari resta un ostacolo nel breve termine; il rapporto statunitense sull’occupazione di venerdì e ulteriori variazioni dei rendimenti e dei prezzi dell’energia potrebbero aumentare la volatilità. Ethereum è sceso a 2.568 dollari. Gli ETF spot su Ether hanno registrato il sesto giorno consecutivo di deflussi, con prelievi cumulativi di circa 408 milioni di dollari. In precedenza erano già stati segnalati deflussi giornalieri per 59,6 milioni di dollari. Bitmine, che detiene 6,02 milioni di ETH, afferma che smetterà di acquistare quando le sue riserve raggiungeranno il 5% dell’offerta. Cardano è sceso nonostante il lancio sulla mainnet di uno standard di token per asset regolamentati, che nessun emittente ha ancora adottato; notizie precedenti segnalavano anche vendite da parte delle whale e progetti pilota blockchain legati a Petrobras. Anche Solana, BNB e XRP hanno registrato cali. Per i trader, la persistente pressione macroeconomica e le vendite degli ETF comportano rischi al ribasso, mentre afflussi duraturi negli ETF su Bitcoin e un recupero sopra gli 85.000 dollari potrebbero attenuare le vendite nel breve termine.
Bearish
Il segnale complessivo a breve termine è ribassista, soprattutto per Bitcoin. BTC è sceso nonostante il ritorno dei flussi netti in entrata negli ETF spot statunitensi su Bitcoin, a dimostrazione del fatto che la domanda di ETF non ha ancora compensato le vendite dettate dai fattori macroeconomici. Il suo prezzo è vicino al costo medio stimato di acquisto degli investitori negli ETF, pari a 82.300 dollari, e una chiusura giornaliera al di sotto di tale livello potrebbe innescare ulteriori vendite, mentre i trader rivalutano le posizioni di pareggio. Anche il muro di vendita tra 85.000 e 85.500 dollari limita la ripresa, mentre rendimenti elevati dei Treasury, petrolio costoso e un dollaro più forte tendono a ridurre la propensione per gli asset rischiosi. Le liquidazioni elevate, concentrate nelle posizioni long, possono amplificare i ribassi. ETH è sottoposto a ulteriori pressioni per le uscite consecutive dagli ETF spot, mentre anche altri token principali hanno perso terreno. Il rischio non è a senso unico. Gli afflussi negli ETF su Bitcoin di martedì suggeriscono che permane una certa domanda istituzionale; una tendenza sostenuta di afflussi, insieme al recupero di quota 85.000 dollari, potrebbe stabilizzare il sentiment. Se BTC scendesse sotto gli 82.300 dollari, i trader potrebbero guardare al supporto on-chain di circa 73.500 dollari, anche se quel livello non rappresenta un minimo garantito. Su un orizzonte più lungo, l’andamento dei rendimenti, dei prezzi dell’energia e dei flussi degli ETF, insieme all’adozione regolamentare di progetti come il nuovo standard di token di Cardano, contribuirà a determinare se si tratti di una flessione temporanea o di un deterioramento più profondo. Le fasi di mercato precedenti mostrano che rendimenti elevati e liquidazioni di posizioni con leva possono intensificare i ribassi a breve termine, mentre il miglioramento dei flussi e un’inversione delle condizioni macroeconomiche possono favorire una ripresa. Nel complesso, l’equilibrio immediato dei rischi resta orientato al ribasso.