Bitcoin rimbalza mentre il petrolio si avvicina ai 100 dollari e i deflussi dagli ETF pesano sul mercato
Bitcoin è risalito fino a sfiorare gli 82.000 dollari nelle contrattazioni asiatiche, dopo essere sceso sotto gli 81.000, mentre lo yen cedeva i guadagni iniziali e rimbalzavano le borse asiatiche, l’oro e i futures sul Nasdaq. Bitcoin stava mettendo alla prova la sua media mobile a 50 giorni, un indicatore chiave dello slancio a breve termine.
Le liquidazioni dei futures sulle criptovalute hanno raggiunto i 435 milioni di dollari nell’arco di 24 ore, di cui 385 milioni in posizioni long, segnalando che le scommesse rialziste erano fortemente a leva. Anche Ether, XRP, Solana e Dogecoin sono saliti insieme al mercato.
La ripresa potrebbe incontrare ostacoli. Il petrolio WTI è rimasto vicino ai 100 dollari al barile, alimentando i timori che l’inflazione possa pesare sugli asset rischiosi. Inoltre, giovedì gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per 381 milioni di dollari, segnale di una debole domanda istituzionale. Gli operatori seguiranno i prezzi del petrolio, i flussi degli ETF e la capacità di Bitcoin di mantenersi sopra la media mobile a 50 giorni.
Bearish
L’azione immediata dei prezzi è stata una ripresa, ma i segnali complessivi del rapporto indicano una prospettiva ribassista per le criptovalute. Il rimbalzo di Bitcoin verso gli 82.000 dollari è arrivato dopo una discesa sotto gli 81.000 e mentre il prezzo metteva alla prova la media mobile a 50 giorni, lasciando non confermato il trend di breve termine. Le liquidazioni di futures per 435 milioni di dollari, di cui 385 milioni in posizioni long, suggeriscono che il mercato aveva accumulato una notevole esposizione rialzista con leva; la chiusura forzata delle posizioni long può accentuare la volatilità e le vendite durante una fase di ribasso.
Altri due fattori sfavorevoli sono la debole domanda di ETF spot su Bitcoin e il petrolio vicino ai 100 dollari al barile. I deflussi dagli ETF segnalati, pari a 381 milioni di dollari, indicano una riduzione della domanda di investimento, mentre prezzi del petrolio persistentemente elevati potrebbero alimentare le preoccupazioni sull’inflazione e mettere sotto pressione gli asset rischiosi. Episodi simili di aumento dei prezzi dell’energia o di calo dei flussi verso gli ETF hanno spesso reso più fragili i rally delle criptovalute, soprattutto quando le posizioni con leva sono molto affollate.
Nel breve termine, un movimento sostenuto sopra la media a 50 giorni e il miglioramento dei flussi verso gli ETF potrebbero favorire un rimbalzo di sollievo, mentre una nuova forza del petrolio, ulteriori deflussi o una ricaduta sotto i minimi recenti potrebbero innescare altre vendite. Nel lungo termine, l’effetto dipende dal fatto che l’inflazione porti a condizioni finanziarie più restrittive e che torni la domanda istituzionale. L’inversione di tendenza dello yen e il rimbalzo dei mercati azionari asiatici hanno migliorato il sentiment in questa seduta, ma da soli non dimostrano l’avvio di un trend rialzista duraturo per le criptovalute.