Bitcoin si riprende mentre crescono gli afflussi negli ETF e gli scambi di RWA

Bitcoin è salito del 42% nel terzo trimestre del 2026, recuperando dai minimi di luglio nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio, il rinnovarsi dei timori d’inflazione, un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve e l’incremento dei rendimenti dei Treasury. Il suo prezzo ha seguito più da vicino il Nasdaq che l’oro, evidenziando la sensibilità di Bitcoin ai tassi d’interesse e alla propensione al rischio. A settembre i flussi degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti sono tornati positivi, sostenendo la domanda, mentre il calo dell’offerta di stablecoin e la performance più debole delle altcoin hanno suggerito che il rimbalzo fosse circoscritto, non una ripresa generalizzata del mercato delle criptovalute. Anche l’attività di trading di criptovalute è aumentata rispetto a luglio. A settembre il volume dei perpetual con margine in USDT di Binance ha raggiunto 1,61 mila miliardi di dollari, mentre quello dei perpetual crypto di Hyperliquid è salito a 188,4 miliardi. I contratti perpetual su asset del mondo reale (RWA) collegati alle azioni sono stati una delle principali fonti di crescita dei volumi di trading del settore. L’attività sulle nuove blockchain sostenute da aziende è rimasta eterogenea. Il valore totale bloccato (TVL) di Robinhood Chain ha raggiunto 1,12 miliardi di dollari a fine settembre, ma i meme token e l’attività delle piattaforme di lancio hanno continuato a essere rilevanti; secondo una stima, le azioni tokenizzate rappresentavano circa il 6% del TVL. L’attività sulla rete Arc di Circle, lanciata con società della finanza tradizionale e dei pagamenti tra i suoi validatori, si è concentrata soprattutto sui trasferimenti di USDC e sui prestiti, mentre i meme token figuravano tra gli asset più scambiati. Nel mercato nel suo complesso, i token legati ai ricavi dei protocolli e ai riacquisti hanno sovraperformato molte altcoin. Gli ultimi dati confermano una ripresa trainata da Bitcoin e dalla domanda di ETF, ma l’esposizione al sentiment azionario, ai tassi e ai prezzi del petrolio resta un rischio per i trader.
Bullish
Il segnale complessivo del prezzo di Bitcoin è rialzista: nel trimestre è salito del 42% nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio, un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve e l’incremento dei rendimenti dei Treasury, mentre a settembre i flussi degli ETF spot su Bitcoin statunitensi sono tornati positivi. Questi fattori indicano una domanda resiliente e potrebbero indurre i trader momentum a mantenere o aumentare le posizioni lunghe, soprattutto se gli afflussi negli ETF dovessero proseguire. Storicamente, afflussi istituzionali costanti hanno contribuito a sostenere i prezzi, fornendo una fonte di acquisti relativamente stabile. Il segnale non è univoco. La stretta correlazione di Bitcoin con il Nasdaq suggerisce che potrebbe restare vulnerabile a un peggioramento del sentiment azionario, a tassi più elevati e a nuovi shock inflazionistici o dei prezzi del petrolio. Anche la diminuzione dell’offerta di stablecoin e la performance inferiore delle altcoin indicano che il capitale non stava tornando in modo generalizzato nel mercato cripto. Nel breve termine, queste condizioni potrebbero amplificare la volatilità ed esporre Bitcoin a inversioni di tendenza qualora si attenuasse la propensione al rischio o i flussi degli ETF tornassero negativi. Nel più lungo periodo, la prosecuzione della domanda di ETF potrebbe sostenere i prezzi, ma la natura circoscritta della ripresa e la sensibilità ai fattori macroeconomici indicano che il rally non è ancora la prova di una tendenza rialzista duratura e diffusa su tutto il mercato.