Bitcoin rimbalza sopra gli 81.000 dollari mentre Pepe sale del 9%
Bitcoin è tornato sopra gli 81.000 dollari, mentre il rally dei titoli asiatici dei semiconduttori ha alimentato la propensione al rischio. Il Kospi sudcoreano è salito del 6,6%, mentre SK Hynix ha guadagnato circa l’11% dopo aver comunicato un aumento degli utili di sette volte. Anche Ether è avanzato e Pepe è salito del 9,4% dopo che Arkham Intelligence ha riferito che wallet collegati al fondatore di Tron, Justin Sun, detengono circa 51 milioni di dollari in PEPE.
La ripresa di Bitcoin è stata sostenuta dagli afflussi nei fondi statunitensi spot su Bitcoin per il secondo giorno consecutivo: martedì hanno raccolto 176 milioni di dollari. Tuttavia, i dati sui derivati hanno mostrato solo un modesto aumento dell’open interest, suggerendo che il movimento dei prezzi non fosse dovuto a un forte incremento delle posizioni con leva finanziaria. Le liquidazioni sono aumentate del 38%, raggiungendo i 183,6 milioni di dollari.
I trader seguivano con attenzione la decisione della Federal Reserve sui tassi e i commenti del presidente Kevin Warsh, alla ricerca di indicazioni sulla politica futura. Nel complesso, le prospettive per Bitcoin erano positive nel breve periodo, ma i prossimi segnali macroeconomici potrebbero comunque generare volatilità.
Bullish
Le notizie sono moderatamente rialziste per le criptovalute nel breve periodo. Il rimbalzo del bitcoin sopra gli 81.000 dollari ha coinciso con la forza dei titoli tecnologici asiatici, suggerendo un miglioramento dell’appetito per gli asset rischiosi. Due giorni consecutivi di afflussi negli ETF spot statunitensi sul bitcoin, compresi 176 milioni di dollari martedì, aggiungono un segnale favorevole sul fronte della domanda. La forte crescita di Pepe e i guadagni registrati da alcuni token importanti indicano inoltre una più ampia propensione all’acquisto.
I dati sui derivati, tuttavia, indicano un movimento misurato, più che un rally sostenuto da un forte ricorso alla leva: l’open interest è aumentato molto meno dei volumi dei futures, mentre l’open interest di BTC è sceso leggermente nonostante l’aumento del prezzo. Ciò potrebbe ridurre il rischio immediato di posizioni long eccessivamente affollate, anche se l’aumento del 38% delle liquidazioni mostra che la volatilità resta elevata. Tassi di finanziamento lievemente positivi suggeriscono inoltre che il posizionamento non fosse eccessivamente rialzista.
Come nei rally passati legati ai titoli tecnologici, le criptovalute potrebbero trarne vantaggio finché gli investitori prediligono gli asset di crescita, ma questa relazione può invertirsi rapidamente se i mercati azionari si indeboliscono o cambiano le aspettative macroeconomiche. La decisione della Federal Reserve e le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh sono catalizzatori nel breve periodo. Nel più lungo termine, afflussi sostenuti negli ETF offrirebbero prove più solide di una domanda duratura; un singolo rimbalzo concomitante con un rally dei titoli legati all’IA non basta a confermare una tendenza persistente. I trader dovrebbero quindi considerare il movimento favorevole, ma restare vigili sulla volatilità legata alle decisioni di politica monetaria.