Bitcoin respinto a 85.000 dollari, mentre incombono i rischi legati alla FOMC e al quadro macroeconomico

Bitcoin non è riuscito a mantenere il rialzo verso gli 85.000 dollari e, dopo un’altra flessione, veniva scambiato intorno agli 81.340 dollari, chiudendo la settimana in lieve calo. L’aumento dei prezzi del petrolio e le persistenti preoccupazioni sull’inflazione hanno frenato la propensione al rischio, mentre i trader attendevano la prossima riunione del FOMC della Federal Reserve. I mercati si aspettano in larga misura che i tassi d’interesse restino invariati. Anche le altcoin si sono indebolite: ETH ha perso il 2,3%, mentre XRP, SOL, TRX e DOGE hanno ceduto fino al 2%. Alcuni token, tra cui XMR, PEPE, PUMP e BNB, hanno invece guadagnato nel corso della settimana. I dati on-chain hanno mostrato che i grandi detentori di Bitcoin hanno accumulato quasi 89.000 BTC in un mese. Anche gli acquirenti aziendali Strive e Strategy hanno comunicato nuovi acquisti; le riserve di Strategy hanno raggiunto 848.527 BTC. Separatamente, gli sviluppatori di Ethereum hanno rinviato l’aggiornamento Glamsterdam sulla testnet Hoodi mentre verificano come EIP-8037 interagisca con gli smart contract esistenti. Non è stata annunciata una nuova data per i test. Per i trader, l’andamento del prezzo di Bitcoin intorno agli 81.000 dollari e le indicazioni della Fed sulla politica monetaria sono fattori chiave nel breve termine.
Bearish
Il tono immediato del mercato è ribassista perché Bitcoin è stato respinto vicino agli 85.000 dollari ed è sceso verso gli 81.000, tra le preoccupazioni per l’inflazione e i prezzi del petrolio superiori a 100 dollari al barile. Queste pressioni macroeconomiche possono ridurre l’appetito per gli asset volatili, mentre i trader potrebbero ridurre la propria esposizione o attendere segnali più chiari in vista della riunione del FOMC. I cali settimanali riportati per diverse altcoin principali rafforzano il clima di cautela. Ci sono anche segnali contrari. I grandi detentori hanno accumulato quasi 89.000 BTC in un mese e Strive e Strategy hanno annunciato ulteriori acquisti. Questa domanda può sostenere Bitcoin durante le fasi di ribasso, ma finora non ha impedito il rifiuto dei prezzi. Il rinvio della testnet di Ethereum rappresenta un’incertezza specifica del progetto, non un chiaro catalizzatore per l’intero mercato. Nel breve termine, la capacità di Bitcoin di mantenersi intorno agli 81.000 dollari e le indicazioni della Fed probabilmente influenzeranno la volatilità. Una rottura al ribasso potrebbe innescare ulteriori vendite e mettere sotto pressione le altcoin; una decisione sui tassi che li mantenga stabili, accompagnata da indicazioni rassicuranti, potrebbe favorire la ripresa degli asset rischiosi. Nel lungo termine, il proseguimento dell’accumulo istituzionale potrebbe fornire sostegno, ma inflazione, prezzi dell’energia e politica monetaria restano rischi significativi. La classificazione ribassista riflette l’attuale andamento dei prezzi e le condizioni macroeconomiche, non una certezza sulla direzione del mercato.