Bitcoin si prepara ad affrontare un secondo Ottobre Rosso mentre si indebolisce la domanda spot
Bitcoin rischia di registrare un secondo ottobre consecutivo in perdita, mettendo in discussione la sua fama di «Uptober». Dal prezzo di chiusura di settembre al 25 ottobre è sceso di circa il 4,2%, passando da circa 83.567 a 80.051 dollari, prima di recuperare successivamente avvicinandosi a quota 81.500 dollari. CryptoQuant stima che i rendimenti medi di ottobre siano stati del 18,1% dal 2020 al 2025, ma le tendenze stagionali non garantiscono guadagni.
La domanda spot di Bitcoin è negativa dal 14 ottobre e si stima che la domanda degli ultimi 30 giorni sia inferiore di circa 76.000 BTC all’offerta disponibile. Anche il Coinbase Premium Index è rimasto negativo, toccando -0,146 il 24 ottobre, mentre il Bull Score Index di CryptoQuant è sceso da 90 a 60. Questi segnali indicano una debole pressione d’acquisto, in particolare da parte degli operatori con sede negli Stati Uniti.
I flussi degli ETF hanno fornito un certo sostegno: il 27 ottobre gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato afflussi per 176 milioni di dollari, guidati da IBIT di BlackRock, dopo prelievi per circa 773,5 milioni di dollari il 22 e il 23 ottobre. Questi flussi discontinui non hanno ancora invertito la debolezza della domanda spot. Se le vendite proseguiranno, gli operatori tengono d’occhio la zona di supporto tra 73.000 e 77.600 dollari, con livelli vicini a 77.585, 74.041 e 73.028 dollari. Un rafforzamento della domanda spot potrebbe migliorare le prospettive. Anche la decisione della Federal Reserve del 28 ottobre e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti del 3 novembre potrebbero influenzare la propensione al rischio e la direzione del prezzo di Bitcoin.
Bearish
I segnali a breve termine indicano una tendenza ribassista per Bitcoin. La domanda sul mercato spot è rimasta negativa, il Coinbase Premium Index segnala un debole interesse all’acquisto negli Stati Uniti e il Bull Score Index di CryptoQuant è sceso. Questi fattori suggeriscono che i venditori potrebbero continuare a prevalere, con l’area tra 73.000 e 77.600 dollari come zona chiave da monitorare se Bitcoin dovesse scendere ulteriormente. Una rottura prolungata al di sotto del supporto potrebbe innescare altre vendite, mentre i trader rivalutano il rischio.
Gli afflussi negli ETF, pari a 176 milioni di dollari il 27 ottobre, rappresentano un elemento in controtendenza, ma sono arrivati dopo consistenti deflussi e sembrano troppo discontinui per confermare un cambiamento duraturo della domanda. Se gli afflussi negli ETF dovessero proseguire e la domanda spot migliorare, potrebbero contribuire a stabilizzare Bitcoin e favorire una ripresa. Anche la decisione della Fed e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbero influire sulla propensione al rischio, ma i loro effetti sono incerti. Nel complesso, i dati indicano una pressione al ribasso nel breve termine, mentre la direzione a più lungo termine dipenderà dal rafforzamento della domanda e dalla tenuta del supporto.