I profitti dei detentori di Bitcoin a breve termine scendono al 70%, allentando la pressione di vendita

Secondo Glassnode, la redditività dei detentori di Bitcoin a breve termine è scesa a circa il 70% a fine ottobre, rispetto a quasi il 100% di fine settembre. Per detentori a breve termine si intendono le entità che hanno detenuto BTC per meno di 155 giorni. Il calo suggerisce che sono meno i compratori recenti in guadagno e che potrebbero essere più inclini a vendere. In quel periodo Bitcoin è stato scambiato tra 80.000 e 82.000 dollari. Glassnode ha dichiarato che i flussi di presa di profitto dei detentori a breve termine erano tornati verso le medie annuali dopo i picchi precedenti, coincisi con alcuni dei maggiori afflussi di Bitcoin sugli exchange dell’anno. La quota complessiva dell’offerta di Bitcoin in profitto è rimasta intorno al 68-70%. Questo riequilibrio potrebbe offrire condizioni più favorevoli agli acquirenti, ma non garantisce una tendenza al rialzo. I trader potrebbero monitorare se la redditività dei detentori a breve termine si stabilizza e se gli afflussi sugli exchange restano vicini alla media; un nuovo aumento degli afflussi potrebbe segnalare una rinnovata pressione di vendita.
Bullish
Il segnale è moderatamente rialzista perché il tasso di profitto dei detentori di Bitcoin a breve termine è sceso da quasi il 100% a circa il 70%. Quando quasi tutti gli acquirenti recenti sono in profitto, alcuni possono realizzare i guadagni, aumentando la pressione di vendita. Un tasso più basso può indicare che questo incentivo immediato a incassare i profitti si è attenuato. Glassnode ha inoltre riferito che i flussi di realizzo dei profitti dei detentori a breve termine sono tornati verso le medie annue dopo i picchi precedenti, mentre Bitcoin veniva scambiato intorno agli 80.000–82.000 dollari. Il confronto con l’andamento dei mercati passati indica una tendenza, non una garanzia: periodi di redditività molto elevata per i detentori a breve termine possono coincidere con la realizzazione dei profitti e un aumento degli afflussi verso gli exchange, mentre un riassestamento potrebbe ridurre l’eccesso di pressione di vendita nel breve periodo. Per chi opera sul breve termine, una stabilizzazione duratura del tasso di profitto e degli afflussi medi verso gli exchange rafforzerebbe l’ipotesi di una base più solida. Al contrario, una nuova crescita degli afflussi verso gli exchange o un ulteriore calo dei prezzi potrebbe riportare i venditori sul mercato e indebolire il segnale. Nel lungo periodo, questa metrica on-chain è solo uno degli indicatori. Non conferma un’inversione di tendenza né prevede da sola la direzione dei prezzi; gli operatori dovrebbero valutarla insieme all’andamento dei prezzi, alla liquidità, alle condizioni generali del mercato e ad altri dati on-chain. L’impatto atteso è quindi moderatamente favorevole, non un catalizzatore rialzista definitivo.