Gli ETF su Bitcoin tornano in positivo su base settimanale nonostante deflussi per 774 milioni di dollari

Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato forti deflussi verso la fine della settimana: ai 635,6 milioni di dollari usciti giovedì si sono aggiunti 137,9 milioni venerdì, portando i prelievi dichiarati nei due giorni a circa 773,5 milioni. Gli ETF su Bitcoin hanno tuttavia registrato afflussi netti settimanali per circa 301 milioni di dollari, interrompendo una serie di due settimane consecutive di perdite. I deflussi di ottobre hanno raggiunto circa 314 milioni di dollari, mentre gli afflussi netti cumulativi si sono attestati a 57,6 miliardi. Gli ETF su Ethereum hanno raccolto 4,4 milioni di dollari venerdì, ma hanno perso circa 221 milioni nel corso della settimana e circa 1,18 miliardi a ottobre. Venerdì gli ETF su Solana non hanno registrato flussi netti e sono rimasti in calo di circa 68 milioni nel mese. Nell’ultimo aggiornamento, Bitcoin ha perso circa l’1,1% in 24 ore, scendendo a circa 80.490 dollari; anche Ether e Solana sono scesi. Gli operatori di Myriad hanno portato dal 32% al 43% la probabilità che Bitcoin scenda a 77.500 dollari entro la fine del mese. I deflussi e le prospettive di prezzo più deboli indicano un clima prudente, anche se il saldo settimanale positivo degli ETF su Bitcoin e i consistenti afflussi netti cumulativi suggeriscono che la domanda istituzionale non è scomparsa.
Bearish
Il segnale immediato dei prezzi è ribassista per Bitcoin: i consistenti deflussi dagli ETF hanno coinciso con un calo di circa l’1,1% nelle 24 ore, e i trader dei mercati di previsione sono diventati più preoccupati per una discesa a 77.500 dollari. Se i deflussi continuano, possono indebolire la domanda istituzionale nel breve termine e aumentare la pressione di vendita, soprattutto se Bitcoin si avvicina a livelli di supporto chiave o il sentiment generale del mercato peggiora. Il quadro non è del tutto negativo. Gli ETF su Bitcoin hanno comunque registrato afflussi netti settimanali pari a circa 301 milioni di dollari, e gli afflussi cumulativi restano consistenti. Questi dati suggeriscono che la domanda persiste e possono contribuire ad assorbire le vendite, limitando il rischio di una brusca dislocazione del mercato. Storicamente, i deflussi dagli ETF possono pesare sui prezzi nel breve termine, ma da soli non determinano una tendenza duratura; saranno importanti i flussi, la domanda sul mercato spot e le condizioni macroeconomiche. Nel complesso, l’impatto sui prezzi nel breve termine è ribassista, mentre i dati sui flussi settimanali e cumulativi attenuano le prospettive ribassiste a più lungo termine.