Bitcoin mantiene il supporto in vista della decisione della Fed
Bitcoin ha mantenuto la fascia di supporto tra 77.000 e 80.000 dollari in vista della decisione sui tassi della Federal Reserve statunitense del 28 ottobre, mentre gli acquirenti sul mercato spot assorbivano la pressione di vendita. La fascia comprende la True Market Mean a 77.786 dollari e il prezzo medio di carico delle nuove balene, vicino a 77.000 dollari. Bitcoin scambiava intorno agli 80.000 dollari, mentre l’open interest sui futures è salito del 9,2% rispetto al minimo del 12 ottobre e i tassi di finanziamento sono rimasti positivi: un segnale di posizioni long con leva che potrebbero amplificare un movimento in entrambe le direzioni.
I dati storici relativi a 71 decisioni del Federal Open Market Committee mostrano che Bitcoin ha guadagnato in media lo 0,9% nel giorno della decisione, per poi perdere lo 0,6% nelle cinque sessioni successive. Il tono della Fed ha avuto più importanza della decisione sui tassi: le sorprese restrittive hanno generalmente pesato su BTC, mentre quelle accomodanti hanno sostenuto i rialzi. Una pausa accompagnata da un messaggio restrittivo potrebbe riportare sotto i riflettori quota 79.250 dollari e poi 77.786; un esito favorevole potrebbe innescare uno short squeeze verso 82.500–83.000 dollari, anche se la pressione dell’offerta sopra questi livelli potrebbe limitare i guadagni.
Gli afflussi negli ETF su Bitcoin sono ripresi il 26 e il 27 ottobre, mentre si è attenuata la presa di profitto da parte dei detentori a breve termine. I trader devono inoltre fare i conti con i dati statunitensi sul PIL e sul PCE, la scadenza di opzioni per 10,9 miliardi di dollari e le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Le opzioni indicano un movimento di circa il 4,8% entro il 6 novembre. Durante la correzione le altcoin sono scese più di Bitcoin e, secondo gli analisti, una ripresa duratura delle altcoin potrebbe richiedere che Bitcoin faccia da apripista e che ETH/BTC torni sopra 0,0298.
Neutral
Il rapporto presenta segnali contrastanti anziché un chiaro catalizzatore direzionale, per cui una valutazione neutrale è la più appropriata. Bitcoin ha mantenuto una fascia di supporto chiave, mentre gli acquirenti sul mercato spot assorbivano le vendite e tornavano gli afflussi negli ETF. Anche le prese di profitto da parte dei detentori a breve termine si sono attenuate, riducendo una fonte di pressione di vendita immediata.
Il livello di leva finanziaria, tuttavia, è elevato: l’interesse aperto sui futures è aumentato del 9,2% rispetto al minimo di ottobre mentre i prezzi scendevano, e i tassi di finanziamento indicano che le posizioni long pagano quelle short. Il mercato resta quindi vulnerabile a una reazione brusca in prossimità della decisione della Fed. Una dichiarazione accomodante o comunque rassicurante potrebbe innescare la chiusura delle posizioni short, spingendo il prezzo verso 82.500–83.000 dollari. Al contrario, una pausa dai toni restrittivi, un aumento delle aspettative sui tassi di dicembre o una discesa sotto i 79.000 dollari potrebbero costringere alla liquidazione delle posizioni long ed esporre il supporto in area 79.250 dollari e la True Market Mean a 77.786 dollari.
Il confronto storico è contrastante. Nelle 71 decisioni del FOMC dal 2018, Bitcoin ha registrato in media un rialzo dello 0,9% il giorno della decisione, ma un calo dello 0,6% nelle cinque sedute successive. Le sorprese restrittive sono state generalmente negative, mentre quelle accomodanti hanno favorito rendimenti più solidi. Ciò suggerisce che un eventuale rialzo immediato di sollievo potrebbe svanire, a meno che le condizioni di mercato e l’andamento delle azioni non restino favorevoli. PIL, PCE, scadenza delle opzioni e incertezza sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti aggiungono ulteriori rischi di volatilità. Nel lungo periodo, l’articolo non individua cambiamenti decisivi nella struttura del mercato di Bitcoin; anche la ripresa delle altcoin potrebbe tardare finché Bitcoin non farà da traino e ETH/BTC non si rafforzerà. Nel complesso, le prospettive dipendono dagli eventi e sono a doppio senso: non sono chiaramente rialziste né ribassiste.