Guida fiscale su Bitcoin: dichiarazione all’IRS, spese e costo fiscale

Rob Massey, partner fiscale di Deloitte, illustra come l’evoluzione delle indicazioni dell’IRS incida sulle imposte sui Bitcoin e sulle comunicazioni degli investitori. Il sistema statunitense continua a basarsi sull’autodichiarazione e i moduli 1099 rilasciati dagli intermediari non rileveranno ogni evento imponibile. Massey afferma che spendere Bitcoin — per esempio, per pagare un idraulico — può costituire un’operazione imponibile, mentre trasferire monete tra wallet in genere non comporta di per sé un evento di realizzo. Non è stata approvata alcuna esenzione de minimis, quindi potrebbe essere necessario dichiarare anche le operazioni di importo minimo. Gli investitori devono inoltre affrontare difficoltà pratiche nel ricostruire il costo fiscale dopo anni di trasferimenti. Secondo Massey, le imprese chiedono informazioni sugli ETF su Bitcoin, sulla leva finanziaria e sui prestiti, mentre alcune aree fondamentali necessitano ancora di indicazioni più chiare del Tesoro, tra cui i prestiti, la qualificazione fiscale e il costo fiscale. La discussione evidenzia che gli obblighi fiscali relativi a Bitcoin possono riguardare tanto gli utenti comuni nella vita quotidiana quanto le aziende, e non soltanto chi effettua grandi operazioni. Per chi fa trading, è ancora importante tenere registrazioni accurate e rivolgersi a un professionista fiscale, mentre evolvono gli obblighi di comunicazione e le indicazioni.
Neutral
La discussione riguarda la conformità fiscale e gli orientamenti normativi, non un cambiamento del protocollo, dell’offerta o della domanda di Bitcoin nel breve termine. Non rappresenta quindi un chiaro catalizzatore diretto per la direzione dei prezzi ed è meglio considerarla neutrale per il mercato delle criptovalute nel suo complesso. Nel breve termine, i commenti potrebbero indurre alcuni investitori e aziende statunitensi a rivedere i registri delle transazioni, chiedere una consulenza fiscale o rivalutare l’uso di Bitcoin per i pagamenti quotidiani. Ciò potrebbe incidere marginalmente sull’attività, ma l’articolo non fornisce prove di un cambiamento immediato e significativo negli acquisti o nelle vendite. Dibattiti simili sugli obblighi di dichiarazione fiscale hanno generalmente influito più sui costi di conformità e sul sentiment che sulle tendenze dei prezzi dell’intero mercato. Nel lungo termine, regole più chiare sulla base di costo, sui prestiti e sulle transazioni imponibili potrebbero ridurre l’incertezza e favorire una più ampia partecipazione istituzionale. Al contrario, obblighi di rendicontazione gravosi potrebbero scoraggiare alcuni utenti dallo spendere o prestare Bitcoin. L’articolo descrive questioni ancora irrisolte, anziché annunciare una nuova norma, quindi i trader non dovrebbero considerarlo un segnale rialzista o ribassista a sé stante. È probabile che l’andamento dei prezzi, la liquidità, i flussi degli ETF e gli sviluppi normativi più ampi abbiano maggiore rilevanza.