BTC mette alla prova il supporto a 81.500 dollari mentre i deflussi dagli ETF pesano sulle criptovalute
Bitcoin è sotto pressione dopo essere sceso da 84.800 $ a circa 81.500 $, mentre i trader tengono d’occhio la fascia 80.000–81.500 $. In quest’area convergono un importante muro di acquisti su Binance, il costo medio di carico degli ETF statunitensi su Bitcoin spot e delle società quotate che detengono riserve in Bitcoin, e la media mobile a 50 giorni. Una chiusura giornaliera al di sotto potrebbe esporre BTC a un’ulteriore correzione verso 77.000–80.000 $. Un movimento sopra 82.600–83.400 $ allenterebbe la pressione nel breve termine, mentre il superamento di 84.800 $ potrebbe innescare uno short squeeze fino a 94.000 $.
Gli ETF statunitensi su Bitcoin spot hanno registrato deflussi netti per 635 milioni di dollari, il maggior ritiro giornaliero da giugno, portando i flussi di ottobre in territorio negativo. L’aumento dei prezzi del petrolio e le tensioni geopolitiche alimentano i timori d’inflazione in vista dei dati sulle aspettative d’inflazione negli Stati Uniti e della decisione sui tassi della Federal Reserve del 28 ottobre. La possibile esclusione di Strategy dagli indici MSCI l’11 novembre rappresenta un ulteriore rischio per gli acquisti di Bitcoin da parte delle aziende.
Nonostante alcune società minerarie quotate si stiano orientando verso l’intelligenza artificiale, l’hashrate della rete Bitcoin è rimbalzato dell’11,7% dal minimo di agosto, avvicinandosi al record storico. Altrove, i mercati azionari asiatici hanno messo a segno forti rimbalzi: l’indice Hang Seng Tech di Hong Kong è salito del 2,05%, mentre i titoli tecnologici cinesi hanno contribuito a un ampio rialzo delle azioni A. Per i trader di criptovalute, la debole domanda degli ETF e l’incertezza macroeconomica mantengono BTC vulnerabile, ma l’affollamento delle posizioni short potrebbe favorire un rapido rimbalzo se venissero superate le principali resistenze.
Bearish
Il bilancio delle evidenze a breve termine è ribassista per BTC. Il prezzo è arretrato dagli 84.800 $ e sta mettendo alla prova una zona di supporto molto seguita, compresa tra 80.000 e 81.500 $. Una chiusura giornaliera sotto la media mobile a 50 giorni potrebbe innescare vendite dovute all’attivazione degli stop loss e liquidazioni, soprattutto perché le posizioni long dei clienti retail su Binance sono aumentate, mentre, secondo quanto riferito, i grandi operatori hanno ridotto la propria esposizione. Anche il deflusso di 635 milioni di dollari dagli ETF statunitensi spot su Bitcoin segnala una domanda istituzionale più debole; nelle precedenti fasi di vendita, i deflussi dagli ETF e un contesto macroeconomico di avversione al rischio hanno spesso rafforzato lo slancio ribassista.
Le tensioni geopolitiche e il petrolio sopra i 113 dollari al barile aumentano i rischi inflazionistici e potrebbero limitare le aspettative di un allentamento della politica monetaria. Questo rappresenta un ostacolo per gli asset rischiosi, comprese le criptovalute. Tuttavia, il quadro non è a senso unico: i derivati su BTC offrono più possibilità di copertura rispetto ai cicli precedenti e l’hashrate della rete resta vicino ai massimi storici, nonostante alcuni miner quotati stiano riallocando risorse verso l’intelligenza artificiale. Una rottura sopra 82.600–83.400 $ migliorerebbe il quadro di breve termine, mentre un superamento degli 84.800 $ potrebbe costringere a ricoprire le posizioni short e accelerare un rimbalzo. Nel lungo periodo, la solidità dei fondamentali della rete potrebbe contribuire a stabilizzare BTC, ma i persistenti deflussi dagli ETF o le vendite forzate legate a una possibile esclusione di Strategy da un indice potrebbero pesare sulla domanda. I trader dovrebbero monitorare il supporto, i flussi degli ETF, i prezzi del petrolio e la decisione della Federal Reserve per avere conferma.