Bitcoin si avvia verso il suo ottobre più debole mentre la domanda statunitense si attenua
Bitcoin è sulla buona strada per registrare il suo ottobre peggiore dal 2020: viene scambiato intorno agli 80.800 dollari, rispetto alla chiusura di settembre, pari a circa 83.567 dollari. Questo significa che nel mese è in calo di circa il 4%, nonostante dal 2020 ottobre abbia registrato un guadagno medio storico del 18,1%.
CryptoQuant ha riferito che il Coinbase Premium è rimasto negativo per tutto ottobre, con una media di -0,093 e un minimo di circa -0,146, il livello più basso dalla fine di giugno. I dati suggeriscono una domanda spot statunitense più debole rispetto a quella delle piattaforme offshore. Anche il Bull Score Index di CryptoQuant è sceso da 90 a 60, sebbene sei dei suoi dieci indicatori siano rimasti rialzisti; un punteggio inferiore a 50 segnalerebbe un cambiamento più netto delle condizioni.
I detentori a breve termine dispongono di meno profitti non realizzati per attutire le perdite: il 26 ottobre Bitcoin era dell’8,1% sopra il prezzo realizzato delle monete detenute da uno a tre mesi, in calo rispetto al 33,4% del 22 settembre. I trader seguono la decisione di politica monetaria della Federal Reserve e le sue dichiarazioni per cogliere indicazioni sui tassi e sulla propensione al rischio. Un tono più accomodante potrebbe favorire un rimbalzo, mentre prospettive più prudenti potrebbero aumentare la pressione; nessuna delle due possibilità, tuttavia, garantisce quale sarà la prossima mossa di Bitcoin.
Bearish
I segnali a breve termine indicano una tendenza ribassista per Bitcoin: BTC viene scambiato sotto la chiusura di settembre, il Coinbase Premium è rimasto negativo per tutto ottobre e il Bull Score di CryptoQuant è sceso bruscamente da 90 a 60. Anche il ridursi del margine di profitto dei detentori a breve termine potrebbe indurre alcuni trader a vendere più rapidamente se i prezzi dovessero scendere ancora. Nel complesso, questi indicatori segnalano acquisti spot più deboli e una maggiore sensibilità alle notizie negative, ma non confermano l’inizio di un mercato ribassista.
Combinazioni simili di domanda debole sugli exchange, deterioramento degli indicatori di momentum e profitti ridotti per i detentori hanno spesso coinciso con scambi irregolari e pressioni al ribasso. Tuttavia, l’articolo non dimostra che questi indicatori, da soli, determineranno i prezzi. La decisione della Federal Reserve è un catalizzatore chiave nel breve termine: un tono di politica monetaria più favorevole potrebbe migliorare la propensione al rischio e innescare un rimbalzo, mentre una prospettiva prudente potrebbe rafforzare le vendite. I trader potrebbero quindi aspettarsi una volatilità elevata in prossimità dell’annuncio.
Nel lungo termine, le prospettive dipendono dalla ripresa della domanda spot negli Stati Uniti e dalla stabilizzazione del più ampio insieme di indicatori di mercato. Sei dei dieci indicatori di CryptoQuant restavano rialzisti e il Bull Score è ancora sopra la soglia dichiarata di 50, che indicherebbe un cambiamento di regime più netto. Ciò lascia spazio a una ripresa, ma finché la domanda non migliorerà, i rialzi potrebbero incontrare pressioni di vendita e la stabilità del mercato potrebbe restare fragile.