L’hack di Bitget mette in luce le lacune nel recupero della DeFi
L’hack di Bitget è iniziato il 24 settembre 2026, quando gli aggressori hanno sottratto circa 387,5 milioni di dollari dai portafogli hot e warm. In seguito, l’exchange ha segnalato trasferimenti anomali alle 02:31:11, ora di Pechino. I portafogli cold e le chiavi private non sono stati compromessi.
Gli investigatori ritengono che gli aggressori abbiano sfruttato una vulnerabilità zero-day in un software di sicurezza di terze parti per ottenere credenziali con privilegi elevati. Sono stati eseguiti prelievi fraudolenti su Ethereum, Tron e XRP Ledger. Bitget ha sospeso i prelievi e li ha ripristinati gradualmente a partire dal 28 settembre. Ha dichiarato che il suo Fondo di Protezione degli Utenti, valutato oltre 464 milioni di dollari prima dell’incidente, avrebbe coperto interamente le perdite dei clienti.
L’hack di Bitget ha inoltre alimentato un dibattito più ampio sulla sicurezza della finanza decentralizzata (DeFi) e sull’intervento. Ben Zhou di Bybit ha offerto assistenza, mentre il team LazarusBounty e il sistema SHIELD di NEAR Intents hanno tracciato le presunte rotte di riciclaggio. SHIELD ha individuato oltre 50 milioni di dollari di attività sospette, ma durante l’esecuzione sono stati congelati solo circa 503.000 dollari. Altri 166.000 dollari sono stati trasferiti prima del rilevamento. Tether e Circle hanno congelato separatamente una somma stimata tra 320.000 e 340.000 dollari. Il recupero complessivo è rimasto vicino allo 0,2% dei fondi rubati.
Bitget ha criticato i protocolli permissionless che hanno rifiutato di collaborare, mentre NEAR Intents ha rinunciato a una ricompensa di recupero proposta pari al 5%. L’incidente evidenzia i rischi del software di terze parti, la debolezza degli strumenti di recupero cross-chain e il conflitto tra la neutralità della DeFi e il blocco dei fondi illeciti. I possibili legami con la Corea del Nord restano non confermati. I trader dovrebbero monitorare il sentiment legato a BGB, i flussi dei portafogli dell’exchange, le condizioni di prelievo, i congelamenti delle stablecoin e le risposte normative.
Bearish
L'impatto immediato è ribassista per Bitget e potenzialmente anche per il sentiment di mercato legato a BGB. Un furto di circa 387,5 milioni di dollari solleva preoccupazioni riguardo alla sicurezza dell'exchange, alla gestione della liquidità e all'affidabilità dei prelievi. Sebbene Bitget affermi che il proprio fondo di protezione coprirà i clienti e che i prelievi siano ripresi, i trader potrebbero ridurre l'esposizione, aumentare i prelievi o richiedere un premio per il rischio più elevato.
Il basso tasso di recupero aggiunge ulteriore pressione. Sono stati identificati tentativi sospetti di riciclaggio per oltre 50 milioni di dollari, ma solo una piccola parte è stata congelata. Ciò suggerisce che gli asset rubati possano muoversi rapidamente attraverso protocolli cross-chain e servizi permissionless, riducendo la probabilità di recupero e aumentando il rischio di controparte.
Nel breve termine, la volatilità potrebbe aumentare intorno ai flussi dei wallet di Bitget, all'attività di trading di BGB, ai congelamenti delle stablecoin e agli annunci normativi. Nel lungo termine, l'incidente potrebbe incentivare controlli di custodia più solidi, audit del software da parte di terzi e una cooperazione più stretta tra exchange e piattaforme DeFi. Queste misure potrebbero migliorare la resilienza del mercato, ma aumenterebbero anche i rischi di conformità e di intervento. L'evento è quindi ribassista per il sentiment legato a Bitget, mentre il suo effetto diretto sul mercato crypto più ampio sarà probabilmente limitato, a meno che non emergano contagio, timori di insolvenza o ulteriori interruzioni degli exchange.