BitMine aggiunge ETH mentre il valore della tesoreria scende a 15,1 miliardi di dollari
BitMine Immersion Technologies ha aggiunto 12.535 ETH nella settimana conclusasi il 18 ottobre, portando la propria tesoreria a 6.041.481 ETH, pari a circa il 4,9% dei 122,1 milioni di token in circolazione di Ethereum. Nonostante l’acquisto, il valore delle criptovalute, della liquidità, dei titoli negoziabili e degli altri investimenti di BitMine è sceso a 15,1 miliardi di dollari dai 16,2 miliardi della settimana precedente, con ETH valutato 2.365 dollari. La liquidità e i titoli negoziabili sono diminuiti per la quarta settimana consecutiva, a 582 milioni di dollari. La società possiede inoltre 215 BTC e partecipazioni in Beast Industries ed Eightco Holdings.
BitMine ha riferito di aver messo in staking 5.067.309 ETH. Il presidente Tom Lee ha stimato che ciò potrebbe generare circa 309 milioni di dollari di ricavi annui con un rendimento del 2,58%, cifra che salirebbe a 369 milioni se l’intera tesoreria in ETH fosse messa in staking. Si tratta di stime della società; BitMine gestisce la piattaforma istituzionale di staking MAVAN.
Lee ha attribuito la minore propensione al rischio alle tensioni geopolitiche, all’incertezza elettorale, all’aumento dei rendimenti obbligazionari e alle preoccupazioni per i finanziamenti e la sicurezza dell’IA. Ha affermato che le vendite di titoli legati all’IA si sono estese ai mercati della Corea del Sud e di Taiwan, aggiungendo pressione sulle criptovalute. Nell’ultimo comunicato, BitMine ha inoltre rimosso una precedente dichiarazione secondo cui aveva ormai quasi terminato gli acquisti di ETH, senza spiegare il cambiamento. Lee ha descritto la flessione del mercato come una potenziale opportunità, ma l’incertezza macroeconomica e il calo del valore della tesoreria restano rischi rilevanti per chi opera con ETH.
Neutral
Per ETH, le notizie presentano segnali sia favorevoli sia negativi, perciò è probabile che l’impatto diretto sul prezzo sia neutrale. L’acquisto settimanale di 12.535 ETH da parte di BitMine e le sue disponibilità pari a quasi il 4,9% dell’offerta rafforzano la narrativa di una forte domanda istituzionale per le riserve di tesoreria. Le consistenti quantità messe in staking e i ricavi previsti dallo staking mostrano inoltre un impegno costante nei confronti di Ethereum, anche se le cifre sui ricavi sono stime dell’azienda e non garantiscono ulteriori acquisti.
Nel breve termine, il calo del valore dichiarato del portafoglio di BitMine, la diminuzione della liquidità e le più ampie condizioni di avversione al rischio potrebbero pesare sul sentiment più dell’acquisto stesso. L’aumento dei rendimenti obbligazionari, le tensioni geopolitiche, l’incertezza elettorale e le difficoltà di mercato legate all’IA possono spingere i trader a ridurre l’esposizione agli asset volatili, tra cui ETH. La rimozione della precedente dichiarazione secondo cui BitMine aveva ormai quasi terminato gli acquisti aumenta l’incertezza sul ritmo futuro delle acquisizioni, ma non dimostra che l’accumulo si sia fermato.
Nel lungo periodo, l’accumulo e lo staking continui potrebbero sostenere la fiducia nella domanda di ETH e ridurre l’offerta liquida disponibile per gli scambi. Tuttavia, la concentrazione delle disponibilità in un’unica società, i cambiamenti nella strategia di tesoreria e l’incertezza macroeconomica restano dei rischi. I trader potrebbero quindi considerare l’aggiornamento un segnale contrastante, anziché un chiaro catalizzatore direzionale, monitorando al contempo l’andamento del prezzo di ETH, la partecipazione allo staking e l’eventuale ripresa o rallentamento degli acquisti da parte di BitMine.