BitMine aggiunge 53.501 ETH mentre la sua tesoreria si avvicina al 5%
BitMine Immersion Technologies ha portato a 65 settimane consecutive la sua serie di accumulo di ETH acquistando 53.501 ETH, secondo quanto riferito il maggiore acquisto settimanale da giugno. L’operazione ha portato la tesoreria in Ethereum di BitMine a circa 5,901 milioni di ETH, per un valore approssimativo di 14,5–14,6 miliardi di dollari, pari a circa il 4,89% dell’offerta dichiarata di Ethereum. Alla società servono altri circa 324,5 milioni di dollari in ETH per raggiungere l’obiettivo del 5%.
BitMine ha 5,067 milioni di ETH in staking attraverso la rete di validatori MAVAN e partner esterni. Con un rendimento annualizzato stimato del 2,63%, le partecipazioni potrebbero generare circa 335 milioni di dollari l’anno in ricavi da staking, potenzialmente in aumento fino a 390 milioni se venisse messo in staking ulteriore ETH. La base patrimoniale complessiva, comprendente 211 BTC, liquidità, titoli negoziabili e investimenti strategici, era valutata circa 15,6 miliardi di dollari.
Il presidente Thomas Lee ha indicato la performance di Ethereum rispetto all’S&P 500 nel terzo trimestre e una possibile votazione procedurale al Senato degli Stati Uniti sulla CLARITY Act a metà settembre come potenziali catalizzatori istituzionali. Per i trader di ETH, l’ultimo acquisto di BitMine rappresenta un segnale rialzista di domanda a lungo termine, ma ETH resta confinato in un intervallo vicino ai 2.450 dollari. La resistenza è concentrata tra 2.500 e 2.550 dollari; una rottura confermata potrebbe puntare a 2.650–2.800 dollari. La perdita del supporto vicino ai 2.400 dollari potrebbe esporre i livelli di 2.247, 2.180–2.220 e potenzialmente 2.030 dollari. Il momentum di breve periodo resta dipendente dalla conferma tecnica, dagli sviluppi normativi e dalle condizioni generali del mercato.
Bullish
La continua accumulazione di ETH da parte di BitMine è rialzista per le prospettive della domanda di Ethereum nel lungo periodo. La sua tesoreria rappresenta ora quasi il 5% dell’offerta dichiarata, mentre oltre 5 milioni di ETH sono in staking, riducendo la quantità di ETH immediatamente disponibile per gli scambi e sostenendo potenzialmente la scarsità. I proventi attesi dallo staking e i possibili progressi normativi potrebbero inoltre rafforzare l’interesse istituzionale.
L’impatto nel breve periodo è meno decisivo. ETH rimane al di sotto della zona di resistenza tra 2.500 e 2.550 dollari, e una grande tesoreria aziendale può aumentare l’esposizione alla volatilità, ai vincoli di liquidità e al rischio normativo. Una rottura confermata potrebbe attirare i trader momentum e puntare a 2.650–2.800 dollari, mentre una discesa sotto i 2.400 dollari potrebbe innescare prese di profitto e un movimento verso 2.247 dollari o livelli inferiori. Pertanto, la notizia è strutturalmente rialzista, ma i trader hanno ancora bisogno di una conferma tecnica prima di ipotizzare un rialzo sostenuto.