Bitwise chiede chiarezza alla SEC sulle pratiche relative allo status dei token
Bitwise ha chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti di chiarire quando le società di investimento possono fare affidamento sulla dichiarazione presentata da un’altra parte secondo cui un cripto-asset non rientra più in un contratto di investimento. In una lettera integrativa del 21 ottobre sul quadro normativo proposto Regulation Crypto Assets, il gestore patrimoniale ha chiesto di distinguere tra un emittente che presenta il modulo TR e gli altri operatori di mercato che fanno affidamento su una dichiarazione non contestata. Ha inoltre chiesto di tutelare le società che prendono decisioni ragionevoli e in buona fede qualora una dichiarazione venga contestata in seguito, e che questo approccio si applichi alle definizioni pertinenti di società di investimento e consulente per gli investimenti.
La richiesta riflette la dipendenza dei gestori di fondi dalle informazioni pubbliche per valutare se i cripto-asset possano essere detenuti in prodotti di investimento. Bitwise ha anche sostenuto che la presentazione del modulo TR non dovrebbe, di per sé, essere considerata un’ammissione sul precedente status giuridico di un asset. La SEC non ha adottato queste proposte: la lettera è un contributo del settore, non una norma definitiva né un avallo della Commissione. Il trattamento finale delle dichiarazioni sullo status dei token potrebbe influire sul modo in cui i gestori di fondi valutano i cripto-asset e sulla ripartizione delle responsabilità tra gli emittenti e le società che utilizzano tali asset.
Neutral
La notizia è neutrale per i mercati delle criptovalute perché la lettera di Bitwise è una richiesta di chiarezza normativa, non una decisione della SEC né una norma adottata. Non modifica lo status giuridico di alcun token, non autorizza nuovi prodotti e non cambia immediatamente le condizioni di negoziazione. Nel breve termine, i trader potrebbero prestare attenzione alle risposte della SEC e alle relative procedure normative, ma è improbabile che la sola presentazione della lettera costituisca un catalizzatore chiaro per i prezzi o la stabilità del mercato.
Se la SEC dovesse infine adottare un quadro praticabile per fare affidamento su determinate disposizioni, ciò potrebbe ridurre l’incertezza giuridica per i gestori patrimoniali e agevolare la valutazione degli asset crypto che possono essere inclusi nei prodotti d’investimento. Questo potrebbe favorire la partecipazione istituzionale nel lungo periodo. Al contrario, protezioni limitate o il protrarsi dell’ambiguità potrebbero mantenere elevati i costi di conformità e la prudenza. Come già accaduto con precedenti proposte di politica sulle criptovalute e lettere di commento, gli effetti sul mercato tendono a dipendere dalla decisione finale dell’autorità di regolamentazione, non dalla richiesta di un operatore del settore. I trader dovrebbero quindi seguire le proposte della SEC, le norme definitive e le successive comunicazioni dei fondi, anziché considerare questa lettera un segnale immediatamente rialzista o ribassista.