I prelievi di Blast passano a Ethereum mentre il supporto volge al termine
I prelievi di Blast tramite l’interfaccia standard della rete sono stati chiusi il 26 ottobre, mentre Blast avvia la dismissione della propria rete Layer 2 perché i costi operativi hanno superato i ricavi. Un rapporto ha stimato in circa 40,4 milioni di dollari gli asset presenti nel bridge di Ethereum. Il 27 ottobre la pagina del bridge era ancora accessibile e indicava tempi di prelievo di circa un giorno, ma tale stima non conferma che tutti i percorsi funzionino o che un trasferimento sia stato completato.
I prelievi da Blast potrebbero ora richiedere agli utenti di interagire direttamente con i contratti del bridge di Ethereum, inviare una prova crittografica e pagare commissioni su entrambe le reti. Il periodo di contestazione non garantisce i tempi complessivi di elaborazione. Le procedure variano in base all’asset: ETH potrebbe arrivare come WETH, mentre USDB, DAI e BLAST possono essere prelevati su Ethereum; chi preleva USDB potrebbe dover richiedere anche i DAI separatamente. Gli utenti dovrebbero verificare che i fondi siano arrivati nel proprio wallet Ethereum e seguire la documentazione ufficiale di Blast.
Altre modifiche al supporto sono separate dalla scadenza del bridge: Status prevede di rimuovere il supporto a Blast nella versione 2.40 del wallet; KuCoin aveva programmato la chiusura dei prelievi di BLAST per il 25 ottobre e afferma che i depositi non verranno riaperti; inoltre, un servizio di quotazione di Uniswap interessato dovrebbe interrompere il supporto a Blast il 28 ottobre. Questi cambiamenti possono complicare l’accesso e il trading, ma da soli non dimostrano che gli asset siano andati persi, che i token non possano essere venduti o che la liquidità sia diminuita. I trader dovrebbero inoltre fare attenzione alle truffe di recupero e non condividere mai la propria frase seed.
Bearish
La notizia è ribassista per BLAST perché la rete sta chiudendo e accedere ai prelievi è diventato più complesso. Nel breve termine, la scadenza dell’interfaccia ormai superata, i passaggi a livello di contratto, le commissioni e l’incertezza sui tempi di elaborazione potrebbero spingere i detentori a uscire, aumentare la pressione di vendita o ridurre l’attività di trading. Anche i cambiamenti nel supporto di exchange e wallet potrebbero rendere meno pratici l’accesso e l’utilizzo. Tuttavia, i resoconti non dimostrano che gli asset siano andati persi, che BLAST non possa essere venduto o che la liquidità di mercato sia diminuita; l’entità di un eventuale impatto sul prezzo resta quindi incerta. Nel lungo termine, la chiusura della rete e la riduzione del supporto potrebbero pesare sulla domanda e sulla fiducia in BLAST. I trader dovrebbero monitorare la disponibilità verificata sugli exchange, la liquidità on-chain e i flussi completati tramite bridge, anziché considerare le stime sui prelievi o gli annunci sul supporto come prova di un’immediata interruzione a livello di mercato.