L’accordo da 764 milioni di dollari di Block con il DOJ e il crollo dei profitti legati a Bitcoin

Block ha accantonato 764 milioni di dollari per un accordo triennale di non procedibilità condizionata proposto con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, relativo a presunte carenze nel suo programma antiriciclaggio. L’accordo non è definitivo e necessita dell’approvazione di un tribunale; la sua componente monetaria lorda ammonta a circa 964 milioni di dollari prima dei crediti per precedenti accordi con le autorità di vigilanza, e il costo finale potrebbe essere superiore. L’indagine è seguita ad accertamenti avviati nel 2023 e a una multa separata di 40 milioni di dollari inflitta nel 2025 dall’autorità di vigilanza finanziaria di New York. Nel terzo trimestre, l’utile lordo di Block relativo a Bitcoin è diminuito del 50% su base annua, scendendo a 52 milioni di dollari, mentre i ricavi dell’ecosistema Bitcoin sono calati dell’11%, attestandosi a circa 1,8 miliardi di dollari. L’aumento dei volumi di scambio è stato compensato da commissioni più basse e da un prezzo medio di Bitcoin inferiore, riducendo l’utile lordo per ogni dollaro di ricavi da 5,1 a circa 2,9 centesimi. Block ha indicato come fattore determinante la riduzione delle commissioni sulle transazioni di Cash App. Al contrario, l’utile lordo dell’intera società è aumentato del 22%, raggiungendo 3,24 miliardi di dollari, e Block ha rivisto al rialzo la previsione di utile lordo per il 2026, portandola a 12,626 miliardi di dollari. L’accordo legale aggiunge un rischio finanziario specifico per la società, mentre i margini più deboli di Bitcoin potrebbero attirare l’attenzione degli investitori; nessuno dei due sviluppi, preso singolarmente, segnala un cambiamento più ampio nel mercato delle criptovalute.
Neutral
La notizia riguarda principalmente l’esposizione legale di Block e la redditività della sua attività legata a Bitcoin, non un cambiamento nei fondamentali della rete Bitcoin o nel mercato delle criptovalute in generale. Commissioni più basse e un prezzo medio di Bitcoin inferiore hanno pesato sui risultati del segmento di Block, ma l’aumento dei volumi di trading, il miglioramento dell’utile lordo complessivo dell’azienda e l’innalzamento delle previsioni offrono un parziale contrappeso. Nel breve termine, i trader potrebbero osservare un possibile contagio del sentiment negativo dovuto ai deboli dati di Block su Bitcoin, ma l’accordo riguarda specificamente l’azienda e non implica di per sé un’ulteriore pressione di vendita su BTC. Nel lungo termine, la persistente debolezza dei margini legati a Bitcoin potrebbe influire sulla percezione della domanda e dell’economia del trading sulla piattaforma di Block, mentre l’esito legale potrebbe incidere sulla capacità dell’azienda di investire nei propri servizi crypto. In assenza di prove di un deterioramento più ampio del mercato o di un cambiamento diretto nella domanda e nell’offerta di Bitcoin, l’impatto previsto sul prezzo di BTC è neutrale.