Le norme del GENIUS Act potrebbero ridefinire l’accesso alle stablecoin straniere

La Blockchain Association ha chiesto al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di chiarire come il GENIUS Act si applicherà ai fornitori di servizi di asset digitali, alle stablecoin emesse all’estero e agli accordi che prevedono rendimenti. In una lettera del 4 novembre 2025, ha esortato il Tesoro a mantenere definizioni circoscritte e aderenti alla legge, distinguendo le attività finanziarie rivolte ai clienti dai software di autocustodia e dai validatori. Ha inoltre affermato che la responsabilità per aver consapevolmente agevolato l’emissione illecita di stablecoin dovrebbe richiedere conoscenza effettiva e un’assistenza sostanziale, e che gli obblighi relativi alle stablecoin estere dovrebbero basarsi sulle informazioni a cui le piattaforme possono ragionevolmente accedere. L’Associazione ha chiesto percorsi di conformità più chiari per gli emittenti più piccoli e i nuovi operatori. Il GENIUS Act stabilisce due scadenze per le stablecoin estere: le condizioni applicabili alle piattaforme che offrono o vendono stablecoin di pagamento emesse all’estero decorrono dalla data di entrata in vigore della legge, mentre una restrizione più ampia sulle stablecoin di emittenti non autorizzati è prevista per il 18 luglio 2028. La legge potrebbe entrare in vigore prima che siano trascorsi 18 mesi dalla sua promulgazione se le principali autorità federali di vigilanza emanano norme definitive; in tal caso, entrerebbe in vigore 120 giorni dopo. Le norme potrebbero incidere su un mercato delle stablecoin valutato circa 301,5 miliardi di dollari il 20 ottobre 2026; secondo DefiLlama, USDT rappresentava circa il 60,7%. Si tratta di raccomandazioni del settore, non di norme adottate. Le decisioni del Tesoro e di altre agenzie potrebbero influire sulla conformità delle piattaforme, sulle infrastrutture DeFi e sull’accesso alle stablecoin estere, lasciando incertezza per i trader e i mercati di regolamento.
Neutral
La notizia riguarda una richiesta di chiarimenti normativi, non una regola definitiva, quindi oggi non modifica direttamente l’offerta di stablecoin, i diritti di rimborso o l’accesso al mercato. Nel breve termine, l’incertezza potrebbe indurre trader e piattaforme a monitorare USDT e altre stablecoin estere per eventuali rischi legati all’accesso o alla conformità normativa, ma la lettera in sé non offre un chiaro catalizzatore per i prezzi. Nel lungo termine, definizioni circoscritte e percorsi pratici per la conformità potrebbero limitare le ripercussioni sul trading e sul regolamento delle stablecoin. Al contrario, regole definitive restrittive o un’attuazione anticipata rispetto alle attese potrebbero ridurre l’accesso ad alcuni token emessi all’estero e incidere sulla liquidità. In assenza di una politica adottata o di un cambiamento diretto nei fondamentali di un token specifico, il probabile impatto sul prezzo di USDT è neutrale.