Riforma fiscale sulle criptovalute: la Blockchain Association esorta il Congresso
La Blockchain Association esorta il Congresso ad approvare una riforma fiscale bipartisan sulle criptovalute, sostenendo che le norme attuali non sono adatte agli asset digitali. Nella sua lettera chiede un’esenzione fiscale per le transazioni di piccolo importo, un trattamento più chiaro delle stablecoin, la tassazione dei premi di mining e staking al momento della vendita e requisiti di segnalazione più circoscritti per i broker. Non appoggia nessuno dei due disegni di legge fiscali attualmente in discussione.
La Commissione Ways and Means della Camera ha portato avanti l’H.R. 10357, che esenta dalla segnalazione delle plusvalenze determinate commissioni di rete inferiori a 10 dollari, ma tassa i premi di validazione quando vengono ricevuti. Al Senato, l’ADAPT Act esenterebbe da plusvalenze o minusvalenze gli acquisti effettuati con stablecoin idonee e fissa anch’esso una soglia di 10 dollari per le commissioni. Dal punto di vista del settore, entrambe le proposte sono ancora incomplete, soprattutto per quanto riguarda lo sgravio fiscale sugli acquisti di bitcoin e sui premi di mining o staking.
Il Congresso è in pausa fino a dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre, lasciando poco tempo per intervenire nella sessione di fine anno. Dopo lo stallo della Clarity Act, bocciata al Senato con un voto di 49-50, la riforma fiscale delle criptovalute è diventata un possibile tema prioritario dell’agenda legislativa. Tuttavia, non è garantito alcun cambiamento immediato delle norme fiscali: gli operatori dovrebbero quindi considerare le proposte come sviluppi politici, non come sgravi già approvati.
Neutral
La notizia è neutrale per i mercati delle criptovalute, perché le proposte della Blockchain Association non hanno modificato la normativa fiscale e nessuno dei due disegni di legge in sospeso è diventato legge. La lettera segnala che, dopo lo stallo del Clarity Act, le attività di lobbying del settore si stanno spostando verso la politica fiscale, ma non garantisce che il Congresso intervenga. Per i trader, l’effetto principale nel breve periodo probabilmente si limiterà a una maggiore attenzione alle notizie legislative statunitensi, senza cambiamenti diretti nei costi di negoziazione o nella domanda degli investitori.
Se il Congresso adottasse norme più chiare, la riduzione dell’incertezza potrebbe favorire la partecipazione a lungo termine a Bitcoin e ad altri asset digitali, soprattutto tra gli utenti preoccupati per gli obblighi di segnalazione delle piccole transazioni o per il momento in cui vengono tassati i premi di staking e mining. Al contrario, le proposte che mantengono la tassazione dei premi al momento della ricezione o impongono obblighi di segnalazione più ampi potrebbero continuare a preoccupare alcuni operatori di mercato. Dibattiti normativi simili hanno spesso causato volatilità di breve durata in prossimità di votazioni e annunci, mentre gli effetti duraturi sui prezzi sono dipesi dall’effettiva approvazione delle norme e dalla loro portata.
Lo stallo del Clarity Act e la breve finestra legislativa successiva alle elezioni di metà mandato del 3 novembre rendono incerta un’immediata riduzione delle imposte. I trader potrebbero monitorare i lavori delle commissioni, i negoziati al Congresso e ogni progresso sui disegni di legge alla Camera o al Senato, ma non c’è un catalizzatore chiaro per una direzione di mercato duratura. Nel complesso, gli sviluppi potrebbero essere importanti nel lungo periodo se porteranno a una legge, mentre l’impatto a breve termine sui prezzi e sulla stabilità del mercato sarà probabilmente contenuto.