BofA: i Treasury potrebbero proteggere da un crollo dei titoli legati all’IA

Bank of America afferma che i titoli del Tesoro statunitensi potrebbero tornare a fare da copertura in caso di un sell-off legato all’IA, se un indebolimento della domanda di intelligenza artificiale facesse scendere sia le azioni sia i rendimenti obbligazionari. Il cambio di prospettiva è seguito a un calo dei ricavi di OpenAI in ottobre: i ricavi netti annualizzati sono stati stimati a 50 miliardi di dollari, al di sotto delle precedenti previsioni di 70 miliardi. Il Nasdaq ha perso oltre l’1%, mentre Nvidia ha ceduto il 2,9%, AMD il 3,9% e Oracle il 5,5%; sono scesi anche i rendimenti dei Treasury. BofA descrive la reazione del mercato come un possibile shock della domanda, in cui una crescita più debole pesa sia sulle azioni sia sui rendimenti. Ciò contrasta con gran parte del 2026, quando le preoccupazioni per l’IA erano spesso accompagnate da rendimenti in aumento. A settembre, il 33% dei gestori di fondi intervistati da BofA ha indicato l’aumento dei rendimenti come il principale rischio di coda, mentre il 28% ha citato una bolla dell’IA. L’espansione dell’IA comporta inoltre una crescente esposizione ai mercati del credito. Nei dodici mesi fino a ottobre 2026, i grandi fornitori di servizi cloud hanno emesso 121 miliardi di dollari in obbligazioni societarie. BofA prevede emissioni annue di obbligazioni per le infrastrutture dell’IA comprese tra 140 e 300 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. Se la tesi della banca si rivelasse corretta, i Treasury potrebbero attutire un sell-off legato all’IA, anche se il notevole volume di nuovo debito societario potrebbe influire sui mercati del credito.
Neutral
L’articolo non presenta alcun catalizzatore diretto per le criptovalute: parla di azioni statunitensi, rendimenti dei Treasury e indebitamento delle imprese, non di criptoattività, regolamentazione o attività blockchain. Il probabile effetto sulle criptovalute è indiretto e contrastante. Se i timori di un rallentamento della crescita legato all’IA inducessero una riduzione generalizzata del rischio, i trader potrebbero vendere criptovalute insieme ai titoli tecnologici, poiché durante le fasi di ribasso dei mercati azionari gli asset digitali si sono spesso comportati come attività rischiose ad alta volatilità. Allo stesso tempo, il calo dei rendimenti dei Treasury può allentare le condizioni finanziarie e sostenere la domanda di attività rischiose, limitando potenzialmente tale pressione. Nel breve termine, i trader di criptovalute potrebbero seguire il Nasdaq, i rendimenti dei Treasury, il dollaro statunitense e la volatilità per capire se il mercato stia interpretando la debolezza dell’IA come uno shock di crescita più ampio. Un netto peggioramento della propensione al rischio sarebbe negativo per i prezzi delle criptovalute; un calo dei rendimenti senza una fuga generalizzata dal rischio potrebbe invece essere più favorevole. Il rapporto in sé non fornisce un chiaro segnale direzionale per le criptovalute, quindi è appropriata una valutazione neutrale. Nel lungo termine, le emissioni annuali di obbligazioni per le infrastrutture di IA, stimate tra 140 e 300 miliardi di dollari, potrebbero aumentare l’offerta di credito societario e influire sulle condizioni di finanziamento. Eventuali tensioni conseguenti sui mercati del credito potrebbero ripercuotersi sulle criptovalute attraverso una minore liquidità e una minore propensione al rischio. Al contrario, se i Treasury fungessero in modo affidabile da copertura contro i cali azionari legati all’IA, potrebbero contribuire a stabilizzare i portafogli nel loro complesso. Si tratta di canali macroeconomici, non di prove di un cambiamento diretto nei fondamentali delle criptovalute.