La Bolivia valuta l’USDT per pagamenti regolamentati tra accuse di “dollarizzazione” occulta

La Bolivia sta valutando se aggiungere l’USDT al proprio sistema regolamentato di pagamenti insieme al boliviano e al dollaro statunitense. Sebbene le crypto-attività siano consentite, non hanno ancora lo status di corso legale e i funzionari affermano che non esiste ancora un quadro di supervisione chiaro. Il rapporto collega qualsiasi introduzione alla “dollarizzazione stealth”, in cui cittadini e commercianti, durante le carenze di valuta, si rivolgono prima alle stablecoin in dollari e in seguito i regolatori cercano di formalizzare l’accordo. L’attività virtuale in Bolivia è aumentata di oltre il 630% anno su anno fino a circa 430 milioni di dollari dopo l’apertura di canali elettronici di pagamento per le virtual asset. Secondo quanto riferito, i volumi di trading sono passati da 46,5 milioni di dollari (1H 2024) a 294 milioni di dollari (1H 2025). L’articolo traccia un parallelo con la Nigeria, dove una ricerca del FMI cita la svalutazione della naira, l’inflazione elevata e l’accesso limitato alle valute estere come fattori che spingono all’uso di stablecoin agganciate al dollaro; ma avverte anche che un’adozione pesante di stablecoin può indebolire la trasmissione della politica monetaria interna e ridurre la domanda di valuta locale. Per i trader, si tratta principalmente di un segnale regolamentare e di adozione per l’USDT, più che di un catalizzatore diretto del prezzo. Se la Bolivia formalizzerà l’accesso di banche/scambi, la liquidità e l’utilizzo dell’USDT potrebbero migliorare; se in seguito le autorità limiteranno l’onboarding, l’attività potrebbe spostarsi su canali meno visibili, con rischi diversi per la struttura del mercato delle stablecoin.
Neutral
Questa notizia riguarda principalmente i binari per le stablecoin e i percorsi di adozione, più che creare una domanda immediata per un criptoasset volatile. L’eventuale inserimento di USDT nei pagamenti regolamentati della Bolivia potrebbe migliorarne la legittimità e la liquidità, offrendo un supporto incrementale all’uso di USDT. Tuttavia, l’assenza di un quadro di supervisione definito e le dinamiche in corso di “dollarizzazione in sordina” introducono incertezze su quanto rapidamente—e attraverso quali sedi—l’adozione verrà formalizzata. Nel breve termine, i trader difficilmente vedranno un impatto diretto sul prezzo perché USDT è già ampiamente usato come proxy del dollaro e l’articolo non annuncia tempistiche di implementazione specifiche né regole applicabili. Nel lungo termine, se in seguito i regolatori limiteranno l’onboarding di banche/scambi, l’attività potrebbe migrare verso canali meno visibili (ad es. P2P), modificando la struttura del mercato delle stablecoin invece di sostenere una crescita lineare e pulita. In generale, l’impatto sul prezzo di USDT è probabilmente limitato, con inclinazione neutrale.