La volatilità dei bond minaccia le azioni statunitensi e la propensione al rischio nel settore delle criptovalute
Le azioni statunitensi restano vicine ai massimi storici, ma l’ampiezza del mercato si è indebolita nettamente. Mike Wilson, stratega di Morgan Stanley, stima un divario del 12% tra l’indice S&P 500 e la partecipazione sottostante. Circa il 51% dei titoli del Russell 3000 è sceso di oltre il 20% dai massimi di giugno, mentre il titolo mediano dell’S&P 500 è del 16% al di sotto del massimo delle ultime 52 settimane. Semiconduttori, automobili e software sono stati particolarmente deboli.
La volatilità obbligazionaria è ora il principale rischio per il mercato. Il rendimento del Treasury decennale è tornato al 5,25% e l’indice di volatilità obbligazionaria MOVE è sopra 100, mentre il VIX resta sotto 15. Wilson avverte che una volatilità obbligazionaria persistente potrebbe innescare una correzione di circa il 6% dell’S&P 500, verso quota 7.300, con un possibile intervallo di scambio tra 6.800 e 7.300 prima di una ripresa a fine anno. Se la volatilità obbligazionaria si attenuasse, i titoli rimasti indietro potrebbero recuperare e migliorare l’ampiezza del mercato.
Gli analisti considerano in gran parte questa debolezza come una compressione delle valutazioni, non come un crollo degli utili. Wilson predilige titoli large cap di qualità, con un forte free cash flow e aspettative sugli utili in miglioramento. Per i trader di criptovalute, i rendimenti dei Treasury e la volatilità obbligazionaria sono importanti indicatori di rischio. Una volatilità persistente potrebbe rafforzare il sentimento di avversione al rischio e mettere sotto pressione gli asset digitali, mentre un calo della volatilità potrebbe sostenere una ripresa più ampia.
Bearish
L'impatto immediato sulle criptovalute è ribassista, perché l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro e la volatilità del mercato obbligazionario possono inasprire le condizioni finanziarie e spingere i trader a ridurre l'esposizione agli asset ad alto rischio, comprese le criptovalute. La divergenza tra un indice MOVE elevato e un VIX contenuto suggerisce inoltre che i mercati azionari potrebbero non aver ancora pienamente scontato lo stress del mercato obbligazionario. Una potenziale correzione del 6% dell'S&P 500 potrebbe innescare un deleveraging più ampio e aumentare la volatilità a breve termine degli asset digitali.
Il rischio non rappresenta necessariamente uno shock fondamentale di lungo periodo per le criptovalute. Gli analisti attribuiscono la debolezza azionaria principalmente alla compressione delle valutazioni, più che al crollo degli utili, e una diminuzione della volatilità obbligazionaria potrebbe consentire agli asset rimasti indietro di recuperare. Tuttavia, finché la volatilità dei Treasury non diminuirà e l'ampiezza del mercato non migliorerà, i trader di criptovalute potrebbero dover affrontare un minore appetito per il rischio, un maggiore rischio di liquidazioni e pressioni sui principali token. Storicamente, gli episodi caratterizzati da rendimenti in aumento e volatilità trasversale tra le asset class hanno generalmente prodotto un posizionamento difensivo di breve periodo nei mercati delle criptovalute.