Il Senato rinvia il disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute a causa di una disputa sui rendimenti degli stablecoin

Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato, John Boozman, ha posticipato la prevista seduta di markup di gennaio sul bipartisan Digital Asset Market Clarity Act a fine gennaio per assicurare un sostegno più ampio e risolvere dettagli politici irrisolti. Il disegno di legge dividerebbe l'autorità di regolamentazione tra la SEC e la CFTC, creerebbe un porto sicuro per gli ETF per i token inclusi in prodotti quotati in borsa alla data del 1° gennaio e stabilirebbe quadri per i rendimenti delle stablecoin, le tutele DeFi e la classificazione degli asset digitali. Il linguaggio sui rendimenti delle stablecoin è il principale punto di attrito: le banche fanno pressioni per limitare o vietare ricompense simili agli interessi che potrebbero deviare i depositi, mentre grandi società cripto (es. Coinbase) avvertono che divieti severi danneggerebbero ricavi e competitività. Il progetto parallelo della Commissione Bancaria del Senato vieterebbe pagamenti esclusivamente per il possesso di stablecoin ma permetterebbe ricompense legate all'attività (staking, fornitura di liquidità, incentivi alle transazioni). Boozman aveva segnalato disponibilità ad andare avanti senza pieno consenso bipartisan, ma ora si ferma per proseguire colloqui con il principale negoziatore democratico, il senatore Cory Booker, e altri stakeholder. Il rinvio aumenta la pressione politica in anno elettorale e fa crescere la possibilità che il provvedimento slitti al 2027 o venga introdotto gradualmente fino al 2029 a seconda degli esiti delle elezioni di midterm. I trader dovrebbero monitorare gli spostamenti dei tempi, la formulazione sui rendimenti delle stablecoin e qualsiasi concessione guidata dalle banche: questi elementi potrebbero influenzare materialmente i modelli di ricavo degli exchange, la domanda di stablecoin, l'attività DeFi e il rischio di classificazione normativa, portando a volatilità a breve termine e a impatti strutturali di lungo periodo sui flussi di token e sulle offerte di prodotti.
Neutral
Il ritardo e le negoziazioni in corso creano incertezza regolamentare che può produrre volatilità nel breve periodo ma non favoriscono in modo definitivo prezzi più alti o più bassi per le principali criptovalute. Le norme sui rendimenti delle stablecoin influenzano direttamente la domanda di stablecoin e i modelli di ricavo degli exchange: divieti stringenti potrebbero ridurre i rendimenti e l'attività di trading su piattaforme che ne dipendevano, mentre regole permissive sosterrebbero i modelli di business esistenti. Poiché il disegno di legge divide la giurisdizione tra SEC e CFTC e include disposizioni di tutela per gli ETF, alcuni esiti (classificazione più chiara e percorsi per ETF) potrebbero essere rialzisti per gli asset tokenizzati e gli ETF spot; al contrario, regole restrittive sulle stablecoin o concessioni guidate dalle banche potrebbero essere ribassiste per i prodotti legati alle stablecoin e per i ricavi da commissioni degli exchange. La pausa segnala che i negoziatori si aspettano ulteriori cambiamenti sostanziali, quindi i trader devono attendersi volatilità episodica attorno a tappe legislative ma non un movimento direzionale univoco finché il testo non sarà finalizzato. In sintesi, l'impatto immediato è misto: l'incertezza genera rischio a breve termine, mentre gli effetti a lungo termine dipenderanno dalle disposizioni finali sui rendimenti delle stablecoin e sulla classificazione.