La Borsa brasiliana crolla dopo la vittoria di Lula, che scatena un'ondata di vendite

La Borsa brasiliana è crollata dopo che Luiz Inácio Lula da Silva ha sconfitto Flávio Bolsonaro nel ballottaggio presidenziale di domenica, sorprendendo gli investitori che avevano puntato su Bolsonaro. L’Ibovespa è sceso fino al 17%, provocando una sospensione delle contrattazioni di 30 minuti presso B3, il gestore della borsa. All’apertura di lunedì sono andati in fumo oltre 200 miliardi di dollari di valore di mercato, mentre l’ETF iShares MSCI Brazil (EWZ) è arrivato a perdere il 26%, prima di recuperare parte delle perdite. Il real brasiliano si è indebolito bruscamente: il dollaro statunitense è salito sopra i 5,60 real, rispetto a circa 4,99 prima del voto. I futures sui tassi d’interesse sono aumentati e il Tesoro brasiliano ha annullato le aste previste di titoli a tasso fisso e indicizzati all’inflazione. Gli investitori stanno valutando le preoccupazioni relative alla spesa pubblica, alla politica fiscale e alla sostenibilità del debito, poiché una valuta più debole potrebbe far aumentare i costi delle importazioni e alimentare le pressioni inflazionistiche. Lula ha ottenuto il 51,79% dei voti, contro il 48,21% di Bolsonaro, nonostante i mercati predittivi attribuissero a Bolsonaro probabilità di vittoria vicine all’80%. Bolsonaro ha dichiarato che impugnerà il risultato in tribunale e chiederà l’annullamento delle elezioni. La svendita delle azioni brasiliane e la volatilità della valuta hanno portato in primo piano i rischi politici e fiscali. Gli operatori di criptovalute potrebbero monitorare il sentiment generale dei mercati e i flussi verso i mercati emergenti, ma la notizia non ha un impatto diretto su una criptovaluta specifica.
Neutral
I rapporti descrivono una brusca rivalutazione delle azioni brasiliane, del real e del debito pubblico, ma non identificano alcuna criptovaluta né segnalano un effetto diretto su alcun criptoasset. L’impatto sui prezzi delle criptovalute è quindi da considerarsi neutrale. Nel breve termine, la disputa elettorale e la volatilità degli asset dei mercati emergenti potrebbero influenzare la propensione generale al rischio e contribuire alle oscillazioni delle negoziazioni di criptovalute, soprattutto se gli operatori riducono l’esposizione agli asset più rischiosi. Tuttavia, un eventuale effetto del genere sarebbe indiretto e non è comprovato dai rapporti. Nel lungo termine, la politica fiscale, l’inflazione e la stabilità valutaria potrebbero influenzare i flussi di capitali regionali e il sentiment, ma gli articoli non forniscono prove di un impatto specifico o duraturo sul prezzo di una criptovaluta.