Il Canada stabilisce regole per le stablecoin mentre le banche statunitensi valutano di emetterle
Il Canada ha proposto norme sulle stablecoin che entrerebbero in vigore nell’autunno del 2027, dopo un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni. Le norme vieterebbero il pagamento di interessi o rendimenti per il semplice possesso di una stablecoin, imporrebbero il rimborso entro tre giorni lavorativi, fisserebbero un tetto dell’1% alle commissioni di rimborso e richiederebbero agli emittenti di garantire i token con specifiche attività liquide detenute presso custodi canadesi qualificati. Gli emittenti dovrebbero inoltre presentare relazioni mensili alla Bank of Canada. Le norme potrebbero riguardare cinque emittenti; tra i token citati figurano QCAD, CADC e USDC. La proposta mira a rafforzare la vigilanza e la tutela dei consumatori, limitando al contempo la concorrenza delle stablecoin con i depositi bancari.
Negli Stati Uniti, l’Office of the Comptroller of the Currency ha invitato le banche di comunità a valutare la possibilità di richiedere l’autorizzazione a emettere stablecoin di pagamento ai sensi del GENIUS Act, anche se le domande non sono ancora aperte. Le associazioni bancarie avvertono che i premi in stablecoin offerti da terzi potrebbero sottrarre depositi alle banche locali e ridurne la capacità di erogare prestiti. Separatamente, il senatore Richard Blumenthal ha chiesto documenti a Tether e a Bo Hines, ex responsabile per le criptovalute della Casa Bianca, in merito a pagamenti segnalati per 6,3 milioni di dollari alla società di consulenza di Hines mentre questa promuoveva modifiche al GENIUS Act. Le accuse hanno attirato maggiore attenzione sulle attività di lobbying legate alle stablecoin e sulla conformità normativa.
Neutral
Le notizie hanno implicazioni contrastanti per i mercati delle criptovalute, quindi una posizione neutrale è la più appropriata. Le norme proposte dal Canada sulle stablecoin potrebbero rafforzare la fiducia nel lungo periodo, introducendo standard chiari in materia di riserve, rimborsi, custodia e rendicontazione. Ciò potrebbe favorire gli emittenti conformi e i token regolamentati, ma il divieto di offrire rendimenti sulla detenzione di stablecoin potrebbe renderle meno interessanti per alcuni utenti e spostare la domanda verso altri prodotti o giurisdizioni. Si tratta di proposte, la cui attuazione non è prevista prima dell’autunno 2027, quindi l’impatto immediato sulle contrattazioni sarà probabilmente limitato.
Negli Stati Uniti, l’invito dell’OCC alle banche comunitarie a valutare l’emissione di stablecoin indica una possibile crescita dei token di pagamento regolamentati. Tuttavia, le preoccupazioni delle banche riguardo alla fuga dei depositi e l’assenza di una procedura di richiesta aperta rendono incerto l’effetto a breve termine. I pagamenti attribuiti a Tether e le relative domande del senatore Blumenthal aggiungono rischi normativi e reputazionali, ma le lettere non costituiscono un accertamento formale di illeciti e non modificano di per sé le riserve a garanzia di USDT né le modalità di rimborso.
Come per i precedenti annunci normativi, i trader potrebbero reagire inizialmente ai titoli di stampa e ai rischi specifici degli emittenti, mentre gli effetti a lungo termine dipenderanno dalle norme definitive, dalla loro applicazione e dall’adozione. È utile monitorare indicatori quali l’offerta di stablecoin, l’attività di rimborso, la liquidità sugli exchange e gli eventuali cambiamenti nella quota di mercato di USDT o USDC. Nel complesso, questi sviluppi potrebbero migliorare la chiarezza normativa, introducendo al contempo restrizioni e controlli più stringenti, senza indicare chiaramente una crescita o un calo generalizzato del mercato.