Hackeraggi dei CEX: le perdite raggiungono gli 11,4 miliardi di dollari mentre aumentano i rischi per la sicurezza
Una revisione di Biteye su oltre 30 attacchi a exchange centralizzati (CEX) resi pubblici tra il 2014 e il 2026 stima le perdite tra 11,3 e 11,4 miliardi di dollari, calcolate ai prezzi del momento di ciascun incidente. Secondo la revisione, 15 attacchi sono stati attribuiti o collegati a hacker nordcoreani, per quasi il 90% delle perdite stimate.
Gli attacchi ai CEX si sono spostati dal furto di fondi dai portafogli hot e di chiavi private agli attacchi contro sistemi multisig, dipendenti, fornitori e catene di fornitura del software. Tra gli incidenti figurano il furto di circa 71 milioni di dollari ai danni di Bitfinex nel 2016, le violazioni di DMM Bitcoin e WazirX nel 2024, con perdite riportate rispettivamente di circa 308 e 230 milioni di dollari, e l’attacco a Bybit nel 2025. In quest’ultimo caso sono stati rubati circa 400.000 ETH dopo la manipolazione dell’interfaccia di un wallet Safe; le perdite sono state stimate intorno a 1,5 miliardi di dollari.
Biteye afferma che nel 2024–2025 si sono verificati 12 incidenti gravi, un numero vicino al totale riportato per il periodo 2014–2022. La revisione descrive anche presunti incidenti del 2026 che coinvolgerebbero Bitget e Binance, le cui cifre e i cui esiti non sono ancora confermati. Secondo quanto riportato, sarebbero stati congelati circa 3 miliardi di dollari in asset collegati all’incidente di Binance: pertanto, tale cifra non rappresenta una stima confermata delle perdite.
La revisione sottolinea i persistenti rischi per la sicurezza e la custodia dei CEX per i trader. Raccomanda agli exchange di rafforzare le misure di protezione per dipendenti, fornitori e sistemi di firma, e agli utenti di valutare passkey o chiavi hardware, liste di indirizzi autorizzati per i prelievi e verifiche periodiche delle autorizzazioni API. Gli incidenti potrebbero indurre i trader a ridurre i saldi sugli exchange e a monitorare i flussi in uscita, ma il conteggio da solo non dimostra una perdita generalizzata per il mercato né una tendenza dei prezzi duratura.
Neutral
Il rapporto descrive perdite cumulative dovute a numerosi incidenti di sicurezza degli exchange, non una nuova perdita che incida direttamente sul prezzo o sui fondamentali di una singola criptovaluta. L’incidente di Bybit del 2025 ha comportato il furto di ETH, ma le sintesi non forniscono prove che abbia causato un cambiamento duraturo nell’offerta, nella domanda o nella struttura del mercato di ETH. Anche la cifra relativa a Binance riportata per il 2026 non rappresenta una perdita confermata: secondo quanto riferito, sono stati congelati circa 3 miliardi di dollari in asset associati.
Nel breve termine, nuovi dettagli sugli attacchi informatici possono aumentare l’avversione al rischio, incoraggiare i prelievi dagli exchange e contribuire alla volatilità, qualora i trader interpretino i deflussi come un segnale di tensione. Nel lungo termine, violazioni ripetute possono incidere sulla fiducia nella custodia offerta dagli exchange e accrescere la domanda di autocustodia e di controlli di sicurezza più rigorosi. Questi effetti, tuttavia, riguardano le piattaforme di scambio e il sentiment generale del mercato; le informazioni fornite non dimostrano una direzione di prezzo sostenuta per ETH o per un’altra specifica criptovaluta. L’impatto sul prezzo della criptovaluta menzionata è pertanto classificato come neutrale.