La proposta della CFTC traccia una linea di demarcazione tra i contratti sugli eventi e le scommesse sportive
La Commodity Futures Trading Commission statunitense (CFTC) ha proposto di trattare come swap i contratti legati a eventi sportivi, elezioni, cultura e meteo, mentre una norma provvisoria separata escluderebbe dalla definizione di swap le tradizionali scommesse sportive che soddisfano determinati requisiti. Le proposte distinguono i mercati di previsione, come Kalshi e Polymarket US, dai bookmaker in base al loro funzionamento: i mercati di previsione abbinano compratori e venditori su piattaforme multilaterali, mentre i bookmaker fissano le quote e accettano direttamente le scommesse. Per beneficiare dell’esclusione, i prodotti dei bookmaker dovrebbero essere sottoposti alla supervisione delle autorità statali o tribali per il gioco d’azzardo riconosciute a livello federale e non potrebbero essere negoziati su un mercato multilaterale.
La CFTC sostiene che i contratti su eventi sono derivati su merci rientranti nella sua giurisdizione. Dai suoi documenti risulta che, al 1° settembre 2026, almeno sette mercati contrattuali designati registrati offrivano contratti di questo tipo. Il volume dichiarato dei contratti su eventi ha raggiunto circa 1,5 miliardi di dollari ad agosto, di cui circa 1,2 miliardi in contratti sportivi. Le proposte prevedono periodi di consultazione pubblica di 30 giorni e non approverebbero automaticamente tutti i prodotti dei mercati di previsione: le piattaforme dovrebbero comunque rispettare requisiti in materia di manipolazione, sorveglianza e tutela dei clienti.
La misura offre ai mercati di previsione un argomento normativo federale più chiaro, ma non risolve il contrasto con le autorità di regolamentazione statali. Le corti d’appello hanno emesso sentenze contrastanti sulla questione se i contratti sportivi su eventi ricadano nella normativa federale sui derivati o nelle leggi statali sul gioco d’azzardo, lasciando aperta la possibilità di ulteriori contenziosi. Per i trader di criptovalute, lo sviluppo rappresenta soprattutto un segnale normativo statunitense per i mercati di previsione, più che un catalizzatore diretto dei prezzi delle criptovalute.
Neutral
Le proposte non incidono direttamente sull’offerta, sulla domanda o sulla regolamentazione di alcuna criptovaluta, e nessuno dei due riepiloghi individua uno specifico criptoasset il cui prezzo possa reagire. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire alle notizie sulla chiarezza normativa, ma le proposte sono ancora soggette a consultazione pubblica e non risolvono i contrasti tra le sentenze dei tribunali. È quindi più probabile che qualsiasi reazione del mercato si concentri sulle piattaforme di mercati di previsione e sulle società collegate, piuttosto che sui prezzi delle criptovalute.
Nel lungo termine, norme federali più chiare potrebbero favorire la crescita dei mercati di previsione regolamentati, mentre le continue contestazioni a livello statale e i costi di conformità potrebbero limitarne l’espansione. Questi sviluppi potrebbero influenzare il sentiment generale nei confronti della regolamentazione degli asset digitali negli Stati Uniti, ma il legame con le valutazioni delle criptovalute è indiretto. In assenza di un catalizzatore chiaro riferito a uno specifico token o di un probabile cambiamento nei fondamentali del mercato delle criptovalute, l’impatto atteso sui prezzi delle criptovalute è neutrale.