Le FAQ sulle criptovalute della CFTC chiariscono i fondi tokenizzati

Il 24 settembre la CFTC ha aggiornato le proprie FAQ sulle criptovalute, chiarendo come i futures commission merchant (FCM) e le organizzazioni di compensazione dei derivati possano gestire gli investimenti tokenizzati dei fondi dei clienti e la conservazione dei registri su blockchain. Le FAQ confermano che la tokenizzazione non crea una nuova classe di attività ammissibili ai sensi del Regolamento 1.25. Un’attività tokenizzata deve essere già consentita, fornire gli stessi diritti legali ed economici, o diritti funzionalmente equivalenti, della sua forma tradizionale e soddisfare tutti i requisiti vigenti relativi ai fondi dei clienti. Deve inoltre essere detenuta presso un depositario conforme alla normativa. Le stablecoin di pagamento restano non ammissibili come investimenti dei fondi dei clienti. I Regolamenti 1.31 e 45.2 sono tecnologicamente neutrali e consentono l’uso di blockchain o sistemi di registro distribuito per le registrazioni regolamentari, purché garantiscano autenticità, affidabilità, pronta produzione e accesso da parte delle autorità di vigilanza. Le imprese devono conservare registri utilizzabili durante interruzioni che interessino reti, block explorer o infrastrutture correlate, sebbene non siano necessariamente richieste copie separate off-chain. Le FAQ della CFTC rappresentano il punto di vista del personale e non costituiscono norme vincolanti. L’aggiornamento è ampiamente neutrale per i trader, con un impatto immediato limitato sui prezzi, ma potrebbe sostenere nel lungo periodo l’adozione istituzionale degli asset tokenizzati e della conformità basata su blockchain.
Neutral
L'aggiornamento non amplia l'elenco degli asset idonei all'investimento dei fondi dei clienti e non determina un cambiamento diretto nell'offerta, nella domanda o nell'accesso alla negoziazione delle criptovalute. È quindi probabile che la reazione del mercato nel breve termine sia limitata, con i trader che considereranno le indicazioni un chiarimento in materia di conformità, anziché un catalizzatore dei prezzi. Gli asset tokenizzati devono comunque rispettare le norme vigenti e le stablecoin di pagamento restano escluse. Nel lungo periodo, aspettative più chiare in materia di custodia, tokenizzazione e registrazione dei dati su blockchain potrebbero rafforzare la fiducia istituzionale e sostenere l'infrastruttura degli asset digitali. Ciò potrebbe favorire gradualmente l'adozione, ma le indicazioni non sono vincolanti e non garantiscono nuovi flussi di capitale. Le reazioni storiche a chiarimenti normativi analoghi sono generalmente contenute, a meno che non modifichino il rischio di applicazione delle norme o l'accesso al mercato; pertanto, l'impatto previsto sui prezzi resta neutrale.