La PBoC riafferma il divieto delle criptovalute in Cina e segnala i rischi delle stablecoin mentre Hong Kong si apre
La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha riaffermato il divieto nazionale del 2021 sulle valute virtuali e si è impegnata a continuare i blitz contro la finanza illegale legata alle criptovalute in seguito a una riunione multilaterale del 28 novembre. La dichiarazione —emessa insieme al Ministero della Pubblica Sicurezza, all’Amministrazione del Ciberospazio, alla Commissione di Regolamentazione dei Titoli della Cina, alla Corte Suprema del Popolo e ad altri enti— ha notato una ripresa del trading speculativo e dei crimini agevolati dalle crypto, e ha indicato le stablecoin come un rischio significativo a causa di deboli controlli sull’identificazione dei clienti e sull’antiriciclaggio e del possibile uso in frodi e trasferimenti illeciti transfrontalieri. Le autorità si sono impegnate a migliorare la condivisione delle informazioni, il monitoraggio e l’applicazione delle norme per proteggere i beni pubblici e l’ordine finanziario. L’atteggiamento rinnovato della Cina continentale contrasta con le recenti mosse di Hong Kong per regolamentare e sostenere l’attività sugli asset digitali: le autorità locali hanno fatto progressi nei quadri normativi per le stablecoin e hanno approvato ETF spot su BTC/ETH e misure di liquidità per attrarre flussi istituzionali. Indicazioni per i trader: rischio regolamentare elevato per progetti legati alla Cina continentale o ai suoi utenti (in particolare prodotti legati alle stablecoin), possibile sentiment negativo per l’esposizione cripto connessa a entità cinesi e maggiore probabilità che la liquidità regionale e i flussi istituzionali si dirigano verso Hong Kong piuttosto che verso i mercati continentali.
Bearish
La riaffermazione formale della PBoC del divieto del 2021 aumenta il rischio normativo per i progetti cripto con legami alla Cina continentale e pone un particolare scrutinio sulle stablecoin. Nel breve termine, questo aumenta il sentiment negativo verso gli asset associati a società cinesi o destinati a utenti del continente e può deprimere i prezzi dei prodotti legati alle stablecoin e dei token fortemente esposti ai mercati cinesi. L'annuncio accentua anche la frammentazione giurisdizionale: l'apertura regolamentare di Hong Kong potrebbe attirare flussi istituzionali lontano dalle sedi legate al continente, esercitando ulteriore pressione al ribasso sui progetti che facevano affidamento sulla domanda cinese. A lungo termine, un'applicazione sostenuta e il coordinamento interagenzia riducono la probabilità di un allentamento delle politiche nella Cina continentale, limitando lo sviluppo del mercato onshore e mantenendo una parte della liquidità regionale concentrata in hub offshore come Hong Kong. I trader dovrebbero aspettarsi maggiore volatilità intorno alle notizie legate ad azioni regolatorie cinesi, premi di rischio continui per le stablecoin e i token collegati alla Cina, e una riallocazione dei flussi istituzionali verso prodotti regolamentati di Hong Kong (es. ETF spot su BTC/ETH), rafforzando un approccio cauto per le posizioni esposte al rischio normativo continentale.